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«Cassonetti strapieni È così tutti i weekend»

«Cassonetti strapieni È così tutti i weekend»

Parla Loris Menarini, ex presidente di Circoscrizione ed ex consigliere comunale «A Ponte le calotte, ma a Quartesana siamo in crisi già con la raccolta normale»

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Loris Menarini non è un oppositore dell’amministrazione comunale. Tutt’altro. Ma ha da recriminare per come viene trascurata Quartesana, paese dove abita e che conosce come le sue tasche., conosce bene anche tutta la zona, ne è stato anche presidente di Circoscirzione. «Quando ho letto che vogliono sperimentare i cassonetti con le calotte a Pontelagoscuro per poi estenderli a tutta la città mi è andata giù la catena. A Quartesana abbiamo dei problemi già con la normale raccolta differenziata e i classici cassonetti». Vedere per credere. Loris arriva in redazione con le foto che documentano la situazione nelle due isole ecologiche del paese situate lungo via Ponte Rigo, una all’altezza dell’incrocio con via Baricorda, l’altra di via Comacchio. I cassonetti sono stracolmi, in particolare quelli dell’indifferenziata, e i sacchetti del pattume vengono lasciati per terra. «Le ho scattate lunedì 5 settembre».

Il giorno non è stato scelto a caso. Da più di un anno a questa parte il fenomeno si ripete ogni settimana, riferisce Menarini. Nel weekend i cassonetti si riempono a dismisura rivelandosi sistematicamente insufficienti. «Prima c’erano quattro isole ecologiche, dopo la razionalizzazione sono diventate due e questi sono i risultati» dice Loris Menarini. Nei cassonetti di via Rigo non finisce solo il pattume della gente di Quartesana, lo portano anche da altre frazioni, pure loro alle prese con la razionalizzazione. «Hanno anche loro i cassonetti pieni e vengono qui, specie chi ha delle piccole attività economiche, arrivano qui con i loro furgoni e furgoncini e scaricano grandi sacchi».

Comune e Hera sono al corrente. «Ho chiamato così spesso il numero verde di Hera che mi riconoscono e non devo più nemmeno presentarmi. Ho fatto delle proposte: “passate una volta di più, per esempio al sabato mattina, ho consigliato di mettere una telecamera, con qualche multa se la ripagherebbero”, ma niente da fare».

Senza sosta. Menarini solleva anche il problema dei parcheggi: «Il centro di Quartesana è una specie di Far West, ci sono auto parcheggiate ovunque, manca una regolamentazione della sosta. Il parcheggio è selvaggio e anche pericoloso, molti piazzano l’auto davanti ai negozi e poi escono in retromarcia, non vorrei che prima o poi capitasse un brutto incidente».

Anni luce. E poi ci sono i sei buchi nell’asfalto di via Rabbiosa, un nome e un programma. «Sono lì dagli anni Ottanta, quando venne realizzata la nuova recinzione della scuola elementare. Robur Asfalti, che eseguiva i lavori, predispose tutto il necessario - posando anche il corrugato - per l’illuminazione pubblica. Vennero predisposti 6 punti luce. «Sono almeno tre campagne elettorali che promettiamo di piantare i lampioni, leggo continuamente di lavori in città, nuova illuminazioni pubblica qua, nuova illuminazione pubblica là, qui mettiamo i led, ma le sei paline a Quartesana non ci sono ancora».

Per Menarini questa trascuratezza è anche una conseguenza della scomparsa delle Circoscrizioni «cancellate per legge qualche anno fa sacrificandole sull’altare dei tagli ai costi della politica». Menarini la pensa in proposito come il socialista Mazzini di Ravalle: «Sarebbe stato opportuno avere dei gruppi di riferimento costituiti da persone che hanno la fiducia dei cittadini, con i quali l’amministrazione comunale poteva interloquire».

Marcello Pradarelli

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