Faceva il pescatore Adesso è uno scienziato
Porto Garibaldi, Pietro Farinelli è diventato ricercatore a Copenhagen A 24 anni si è iscritto a Biologia e ora ha scoperto una cura per le retinopatie
PORTO GARIBALDI. Si chiama Pietro Farinelli, ha 39 anni ed è un ricercatore scientifico che nel 2008 ha lasciato Porto Garibaldi per proseguire gli studi all’estero, dopo una laurea in Scienze Biologiche, conseguita con il massimo dei voti. Nei giorni scorsi, insieme ad un team di colleghi dell’Università di Copenhagen ha realizzato una scoperta, che apre un nuovo orizzonte alla cura delle retinopatie, segnando un nuovo importante traguardo per la ricerca scientifica. «In collaborazione con il collega Konstantinos Nikopoulos abbiamo raccolto circa 400 campioni di Dna di pazienti affetti da malattie della retina, allo scopo di individuarne la causa genetica. Tra le altre cose, - spiega Pietro Farinelli - abbiamo scoperto che mutazioni nel gene chiamato CEP78 sono causative di una nuova e rarissima entità clinica che potrei definire Distrofia coni/bastoncelli associata a sordità». I pazienti affetti da questa malattia perdono progressivamente la visione centrale durante la giovinezza fino a diventare totalmente ciechi e sviluppano una sorta di sordità non progressiva, vale a dire che non peggiora con l'invecchiamento. L’articolo scientifico è stato pubblicato il primo di settembre sull’American Journal of Human Genetics, una delle riviste scientifiche più quotate a livello mondiale. Le malattie retiniche sono per lo più incurabili e il modo migliore per trovare un adeguato approccio terapeutico è conoscere le basi genetiche e funzionali della malattia. Noi abbiamo raggiunto con successo questo obbiettivo. «La speranza – prosegue il giovane ricercatore di Porto Garibaldi - è che questa scoperta faccia da apripista per altri studi più approfonditi sul tema». Pietro Farinelli, dopo la maturità conseguita nel 1996 all’Ipsia dell’istituto Remo Brindisi del Lido degli Estensi, ha deciso di seguire le orme del padre pescatore, ma dopo 5 anni, «una cara amica mi disse che, nonostante quello del pescatore sia un lavoro dignitoso – racconta Farinelli -, avrei meritato di più. Mi propose di frequentare l’Università ed accettai la sfida». A 24 anni il giovane pescatore si iscrive a Biologia Molecolare e subito si rende conto che quella è la sua strada. Dopo il dottorato di ricerca all’Università di Tubingen (Germania) iniziano collaborazioni importanti dapprima con l’Università di Lund (Svezia) e poi con quella di Losanna (Svizzera). Il dottorato di ricerca discusso nel novembre 2013 con una tesi sui “Meccanismi molecolari delle degenerazioni retiniche ereditarie” è stato un trampolino di lancio per il giovane studioso di Porto Garibaldi, che vive a Copenhagen con la moglie inglese e con tre figli: «Nostalgia “per il mio mare, la mia spiaggia e d’estate il beach volley».
Katia Romagnoli
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