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l’ultimo scontro domenica sera

Guerra tra bande di nigeriani Lunga escalation di brutalità

Guerra tra bande di nigeriani Lunga escalation di brutalità

L’ultimo allarme domenica sera, per una rissa tra una decina di ragazzi nigeriani, segnalata alla base del grattacielo, nei pressi di via Felisatti. Ultimo di una lunga serie che ha visto...

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L’ultimo allarme domenica sera, per una rissa tra una decina di ragazzi nigeriani, segnalata alla base del grattacielo, nei pressi di via Felisatti. Ultimo di una lunga serie che ha visto protagonisti cittadini nigeriani, per fatti violenti legati - spiegano inquirenti e anche figure istituzionali, tra cui il sindaco in consiglio comunale - a una guerra tra bande per il controllo del territorio, non solo fatti sporadici dovuti a qualche bottiglia di birra o di alcol di più. Sarebbe troppo riduttivo. Non a caso dopo la rissa - dopo la quale sono intervenuti i carabinieri non trovando nulla (vedi articolo qui a fianco) - un altro episodio è stato registrato la notte scorsa: un giovane nigeriano che in via Govoni chiedeva protezione (inseguito da connazionali) agli abitanti di un palazzo che hanno poi lanciato l’allarme: il giovane aveva ferite da taglio alla mano ed è stato poi refertato poi al S. Anna di Cona. Un segnale tra i tanti, mentre quello più inquietante e ancora senza risposta - non si sa se siano in corso indagini da parte dei carabinieri e che sviluppi vi siano stati - era stata una maxirissa nei giardini del Grattacielo: anche allora a colpi di bastoni e bottiglie rotte, usate come armi. Il primo, segnale scrivevamo allora, di una escalation di violenza che aveva preoccupato forze dell'ordine e il Comune (citiamo di nuovo il sindaco Tagliani che intervenne a riguardo in consiglio comunale).

Nei giardini del Grattacielo, all’inizio di giugno, a tarda sera, decine e decine di nigeriani vennero coinvolti in un regolamento di conti: tre feriti ufficiali, uno colpito con un coltello. Una disputa tra bande, che all’epoca, venne spiegato, fu innescata perché uno dei feriti (il più grave) era lo zio di un ragazzino 18enne che doveva essere "iniziato" per far parte di un'altra gang. Lui si sarebbe opposto all'affiliazione del nipote: da qui botte, bottigliate e coltellate. Le indagini dovrebbero partire da qui e arrivare a scenari ben più preoccupanti.

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