Pannoloni scambiati «Nessun rimborso»
COMACCHIO. Ha dell'incredibile l'esposto di cui si è fatta promotrice ieri Tiziana Gelli, presidente del Tribunale dei diritti del malato, ma è supportato da un contenzioso, avviato dall'Asl di...
COMACCHIO. Ha dell'incredibile l'esposto di cui si è fatta promotrice ieri Tiziana Gelli, presidente del Tribunale dei diritti del malato, ma è supportato da un contenzioso, avviato dall'Asl di Ferrara, che probabilmente seguirà i tempi lunghi della giustizia italiana. Tutto comincia il 22 agosto scorso, quando l'ambulatorio che fornisce pannoloni per persone con problemi di incontinenza, riceve le prime segnalazioni, circa una errata fornitura del prodotto. «Dopo aver ricevuto la prima segnalazione, alla quale ne sono seguite altre - spiega Tiziana Gelli - mi sono recata personalmente nell'ambulatorio, mostrando al personale in servizio il prodotto fornito, visibilmente non adatto a persone adulte, ma per bimbi. Ho constatato che nello stesso giorno - prosegue Gelli - molte altre persone, parenti di pazienti prevalentemente allettati e che quindi già vivono una condizione di forte disagio, avevano restituito i pannoloni, esplicitando le loro rimostranze». A quelle prime segnalazioni è seguita una richiesta di chiarimento formale all'azienda che, secondo quanto appurato dalla stessa Tiziana Gelli, sarebbe sfociata in una procedura legale a carico della ditta aggiudicataria dell'appalto di fornitura dei pannoloni. «Nel frattempo però - lamenta la presidente del Tribunale dei diritti del malato - coloro che ne hanno bisogno, sono costretti ad acquistare di tasca propria i pannoloni e non si è visto nessun rimborso». Sembra inoltre che il numero verde attivato dalla ditta in questione, fornitrice dello stesso prodotto "sbagliato" in altri ospedali, risulti non raggiungibile.
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