«Rifiuti pugliesi bruciati senza sfiorare i limiti ambientali»
Il bilancio Arpae di sessanta giorni di conferimenti a Hera Emissioni a posto. Simeone (M5s): ne arriveranno altri?
La tornata di rifiuti pugliesi non ha fatto neanche il solletico all’inceneritore di via Diana, che ha inghiottito poco meno di 12mila tonnellate di Rsu provenienti dal Brindisino senza nemmeno andare vicino ai limiti di emissione. Il supporto ferrarese all’emergenza pugliese è durato meno di due mesi, dal 14 luglio all’8 settembre, quando «sono terminati i conferimenti» come certifica l’Arpae. In questo periodo in via Diana sono arrivati camion carichi, complessivamente, di 11.987,870 tonnellate di rifiuti urbani autorizzati dalla Regione, «senza riscontrare inconvenienti ambientali» sottolinea la stessa Arpae. Sono stati eseguiti nell’arco della durata dei conferimenti 8 ispezioni in impianto e 7 campionamenti delle emissioni con più parametri misurati dai tecnici Arpae di Ferrara e Modena. I parametri controllati sono metalli, polveri, diossine e furani, policloro bifenili (Pcb), idrocarburi politiclici aromatici (Ipa), ossidi di azoto (Nox), ossidi di zolfo (Sox), monossido di carbonio (Co), acido cloridrico (Hci), acido fluoridrico (Hf), ammoniaca (Nh3), mercurio (Hg), Composti organici volatili (Cot). Per tutti, sottolinea l’agenzia ambientale, i controlli «hanno evidenziato il rispetto dei limiti imposti dall’Aia n. 7442 del 21 dicembre 2015»: si tratta dell’autorizzazione grazie alla quale l’inceneritore funziona.
Nella tabella a fianco sono riassunti i dati delle emissioni a camino di via Diana nel periodo dei rifiuti pugliesi, quando cioè l’inceneritore ha bruciato questi ultimi in aggiunta alla normale attività di smaltimento degli Rsu ferraresi. Si tratta di rilevazioni in continuo, effettuate dalla stessa Hera e diffusi anche sul sito web del gruppo ambientale. Come si può vedere anche la portata complessiva delle emissioni è rimasta abbondantemente al di sotto dei limiti Aia, e anche il monossido di carbonio (prodotto caratteristico della combustione) è a meno di un quarto del consentito nella linea 3, pure più basso nella linea 2. Tutti gli altri parametri stanno ad un ordine di grandezza al di sotto dei limiti. Non si tratta di sorprese per gli addetti ai lavori, perché le emissioni registrate dai rilevatori in continuo di Hera, che sono sottoposti ai controlli di Arpae, sono di solito molto lontane dai parametri Aia, e la composizione dei rifiuti pugliesi è risultata simile a quella dei ferraresi, mentre la quantità complessiva si fermava al 10% di quanto incenerito in condizioni normali.
«Analogamente non si sono rilevate criticità riconducibili all’inceneritore da parte della rete di monitoraggio della qualità dell’aria» fa sapere la stessa Arpae, con riferimento alle centraline a terra per la zona industriale di Barco e Cassana, oltre a quelli delle rete di inquinamento da traffico.
Sulla vicenda rifiuti arrivano poi le richieste d’informazioni del Movimento 5 stelle, che solo in parte trovano risposta nella nota Arpae. Il consigliere Sergio Simeone, che firma l’interrogazione, chiede in particolare «se è arrivata garanzia, da parte della Regione Emilia Romagna, sull’applicazione di un criterio di riequilibrio territoriale, come dichiarato dal segretario regionale (del Pd, ndr) Paolo Calvano, oppure sono possibili nuovi arrivi da altri territori che versano in situazione di “emergenza conclamata”». La questione in realtà potrebbe porsi nel 2017, in quanto per quest’anno l’inceneritore ha già raggiunto la quota massima prevista dall’Aia, che peraltro non è il tetto “tecnico”. Simeone chiede anche il dettaglio dei benefici economici per Ferrara, e come il Comune intenda spendere i soldi introitati.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
