Fumo nero dal Polo chimico, stock di plastica in fiamme
L’incendio nell’area di Iti Polymers, interessati circa mille metri quadri di materiale. Il fuoco domato in tre ore, avviati gli accertamenti per risalire alle cause del rogo
FERRARA. “Incendio presso la società Iti Polymers. Effetti percepibili: fumosità in corso”. Quello che, alle 15.22 di ieri, era descritto con linguaggio formale sul sito dell’Ifm (la società che gestisce i servizi interni del Petrolchimico), qualche minuto prima si era manifestato nella realtà sotto forma di una parete di fumo grigio-nero, così imponente da far sembrare dei giocattoli gli impianti di piazzale Donegani.
Fumo scuro accompagnato da un intenso odore acre di bruciato, a sua volta seguito da una scia di reazioni comprensibilmente allarmate da parte di ogni testimone dell’evento che stava sovrastando la città. «E stavolta cosa sta succedendo al Petrolchimico»? si chiedevano in molti chiamando i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le redazioni.
Era successo che circa un migliaio di metri quadrati di plastica, secondo una prima stima ancora approssimativa, aveva preso fuoco coprendo il cielo con una coltre di fumo pestilenziale.
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L’incendio si è sviluppato vicino a un impianto di stoccaggio della Iti Polymers - un’azienda di produzione di materiale plastico gestita a sua volta dalla società Polar - ma in un’area esterna: particolare tutt’altro che trascurabile per le successive operazioni di spegnimento, che sono risultate certamente facilitate.
Nessuna persona è rimasta ferita o intossicata, ed è subito scattata la procedura di intervento all’interno del Polo Chimico. Ifm ha valutato che c’erano i margini per poter agire in autonomia, e ha inviato mezzi propri: dieci vigili del fuoco, tre autopompe, cinque idrovore e tre piccoli cannoni-idranti.
A questo “contingente” si è aggiunta poco dopo anche una squadra dei vigili del fuoco di Ferrara, intervenuta in autonomia in seguito alle tante segnalazioni arrivate al 115. Dalla catasta di plastica si levavano fiamme alte anche dieci metri, e grazie alla collaborazione tra gli addetti Ifm e i vigili del fuoco l’incendio è stato subito circoscritto, al punto che non è stato necessario richiamare i lavoratori e tutti gli impianti, compreso lo stabilimento Iti Polymers, non si sono mai fermati.
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In circa tre ore, dalle 15.30 alle 18.30, l’incendio è stato domato: la squadra dei vigili del fuoco ha potuto far rientro in caserma, mentre sul posto è rimasto il personale Ifm a vigilare su eventuali focolai e prevenire il pericolo di nuove combustioni. «L’Arpae è stata avvisata - spiegava ieri pomeriggio l’amministratore delegato di Ifm Paolo Schiavina - i tecnici sono già sul posto e stanno facendo le analisi per capire se e quale inquinamento c’è stato». Insieme ai tecnici, anche un funzionario supervisore del Comune.
Sul posto è arrivato anche un rappresentante della Cgil, Riccardo Grazzi: «L’emergenza è finita alle 18.15 ed è stata gestita senza problemi- ha riferito - Qui ora tutto è tornato alla normalità, ma adesso si dovrà capire cosa è successo e compiere tutte le verifiche».
Oltre agli accertamenti ambientali, sarà necessaria un’indagine per capire cause e responsabilità dell’incendio. E se ieri appariva ancora prematuro azzardare spiegazioni sui motivi che hanno innescato le fiamme, qualche ipotesi - tutta da verificare - ieri si era fatta strada.
Tra queste, una lastra di plexiglass che avrebbe riflettuto i raggi solari trasformandosi così in uno“specchio ustore”. Ma tutte le ipotesi, anche le più fantasiose, dovranno essere valutate, e a farlo, è stato chiarito fin da subito, sarà un soggetto esterno al Petrolchimico.
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