Il centro storico cerca il rilancio
Nuovo sondaggio: bene professionalità dei negozianti e alcuni eventi. Ma restano ancora criticità
CENTO. Il commercio e la rivitalizzazione del centro storico della città, come elemento cardine per la rivitalizzazione economica del Centese. A tracciare un bilancio dell'attività di studio e monitoraggio svolta nell'ambito del progetto di qualificazione del centro commerciale naturale (L.R. 41/97), il vicesindaco Simone Maccaferri, Elena Poschi (Suap), Marco Pasi (Cat Confesercenti), Marco Leoni (IscomGroup Confcommercio), con Roberto Giacomini e Cinzia Benfenati (Ascom), Michele Rosati (Confesercenti). Dopo il primo monitoraggio del 2015, e gli eventi e interventi, nel corso del 2016, in centro storico col cofinanziamento di Regione (100mila euro) e Comune, è stato realizzato al termine del percorso un secondo sondaggio per capire cosa pensa, a un anno dalla prima indagine, chi frequenta il centro storico di Cento. Una sorta di verifica del lavoro svolto. Il report di Pasi: «Raccolti in tutto più di mille questionari, tra interviste dirette e compilazioni online. Due indagini con esiti molto simili, a riprova che per il centro storico c'è ancora molto da fare». Sulla capacità di attrarre, il centro della città ha un mercato interno: l'80% dei frequentatori sono centesi. Il 12% arrivano dalle frazioni, in particolare Renazzo e Corporeno. Il centro del capoluogo assolve quindi a un ruolo di vicinato. In gran parte frequentatori abituali, si va in centro per passatempo, socializzazione, shopping nei negozi o acquisti al mercato, e per lavoro. Se da un lato «è alta “l'evasione” dei centesi per gli acquisti verso altri luoghi e tipologie commerciali», dall’altro «Cento ha un 20% di capacità di attrarre persone da fuori: il 65,5% dal Bolognese (Pieve di Cento, San Giovanni e Castello d'Argile), il 23,2% dal Ferrarese, in particolare Bondeno e Sant'Agostino, e il 7,6 dal Modenese». Significa, evidenzia Pasi, che «c'è ampio margine e un mercato su cui lavorare. Se ci sarà in futuro capacità di promozione, il commercio in centro storico può diventare elemento di attrazione per chi oggi non frequenta Cento». Da entrambe le indagini è emersa «una valutazione molto positiva dell'offerta della rete commerciale, in particolare per professionalità e cortesia dei commercianti». Ma anche criticità: «La convenienza. In centro storico si viene per la qualità, la tipicità del prodotto, e non per comprare a poco prezzo». Buono il giudizio sugli eventi svolti: «Per gli intervistati, a Cento c'è la capacità di realizzare iniziative interessanti. Molte sono ritenute positive, ma non tutte». Sugli aspetti strutturali ancora «il degrado legato al terremoto è ritenuto il principale problema del centro. Giudizi negativi anche sull'arredo urbano. Migliorato il parere su illuminazione, eventi, offerta culturale e pulizia. Rimangono invece importanti criticità: l'accessibilità al centro storico, e il parcheggio. Dito puntato non tanto sulla mancanza di posti auto ma sui parcheggi a pagamento, e sulla sicurezza, unita alla richiesta di animazione nelle ore serali, soprattutto da parte dei giovani». Per Leoni, gli elementi emersi dall'indagine «devono essere utilizzati dall'amministrazione, analizzati e condivisi con gli operatori del centro storico. Su di essi di dovrà basare la strategia di rilancio». Questi, per il vicesindaco Maccaferri, i punti da cui ripartire: «La programmazione, nell'ottica di regolamentare iniziative e interventi in centro. Obiettivo, realizzare un calendario annuale, con gli eventi a Cento e frazioni concordati. La partecipazione e il coordinamento, sia tra amministrazione e associazioni centesi, sia con i Comuni limitrofi, in modo da organizzare eventi nella logica della sinergia e della valorizzazione del territorio». E infine, l'incentivazione, che vuol dire «valorizzazione del commercio in centro, semplificazione e snellimento burocratico, ma anche lancio e promozione del calendario degli eventi del Centese».
Beatrice Barberini
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