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Il viceministro Ferri su riforme e rieducazione

«Per tutti pena certa ma umana»

«Per tutti pena certa ma umana»

A Ferrara due nuovi progetti: stamperia e laboratori per detenuti

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«Prima eravamo il fanalino di coda dell’Europa sul problema del sovraffollamento nelle nostre carceri, oggi invece dopo le prime riforme del governo Renzi, l’Europa ci guarda come un modello da seguire: passo dopo passo stiamo dando risposte importanti per arrivare ad una pena certa ma umana». Non c’è il ministro Orlando, (annunciato), ma il viceministro Cosimo Maria Ferri lo sostituisce egregiamente ricordando il sacrificio del maresciallo Costantino Satta cui è intitolato l’istituto dell’Arginone, facendo - prima tra tutto - il punto sul problema attenuato dell’affollamento nelle carceri italiane e soprattutto, facendo riferimento a Ferrara, sulla rieducazione dei detenuti e sulle attività lavorative all’interno dell’istituto: «A breve - anticipa il viceministro - verrà aperta una stamperia per realizzare penne, pen-drive gadget con scritte e incisioni grafiche e soprattutto un laboratorio per l’imbustamento di cibo biologico per animali». E poi l’attività agricola dei 5 ettari coltivati, da allargare, per produrre di più e arrivare a vendere all’esterno i prodotti orticoli. Un modo, ha spiegato il viceministro, per rendere sempre più direttamente coinvolti i detenuti, «consentire loro di avere una retribuzione e così facendo arrivare ad attenuare la recidiva». Permettere a chi esce, di non sbagliare più e comettere altri reati. «Rieducare significa applicare pene certe ma umane e consentire a chi ha sbagliato di poter pensare ad un futuro diverso».

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