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Plastica a fuoco, il prefetto: più cautela nel trattare questi materiali

La torre di fumo nero provocata dall'incendio
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La torre di fumo nero provocata dall'incendio

Vertice a Ferrara dopo l'incendio di martedì: non ancora disponibili i dati ambientali, monito alle aziende

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FERRARA. Non sono ancora disponibili i risultati delle analisi dell'Arpae di Ferrara e Ravenna sull'aria aspirata dopo l'incendio di plastica del petrolchimico, dai quali dipendono le valutazioni su eventuali rischi sanitari e ambientali. Ne ha preso atto il tavolo presieduto dal prefetto Michele Tortora, oggi pomeriggio (15 settembre) in corso Ercole d'Este, con i responsabili della ditta interessata, il consorzio Ifm, i vigili del fuoco, l'Arpae, l'Asl e i rappresentanti delle forze dell'ordine e della Polizia municipale. Così dalla riunione è uscito solo un invito alle aziende del petrolchimico di "adottare specifiche cautele nella modalità di stoccaggio dei materiali trattati dagli impianti, secondo le prescrizioni impartite dal comando provinciale dei Vigili del fuoco nell'ambito della normativa anticendio". In assenza di evidenze su altre cause dell'incendio, infatti, s'ipotizza che il rogo di martedì sia stato causato dall'autocombustione dovuta alla presenza di lastre di polipropilene cromato, in grado di amplificare il calore dei raggi solari.

Prefetto e forze dell'ordine hanno poi evidenziato il buon funzionamento del sistema d'intervento, con la sinergia tra vigili del fuoco e personale Ifm, "la loro azione tempestiva ed efficace, che ha consentito lo spegnimento dell'incendio in tempi rapidi, ha evitato che il fuoco si propagasse e consentito di limitare la durata della fumosità".

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