Autocombustione, un’ipotesi senza riscontri
Incendio al Petrolchimico, sospetti sulle lastre di polipropilene cromate Ieri incontro in Prefettura: serve maggiore cautela nello stoccaggio dei materiali
Non sono ancora disponibili i risultati delle analisi dell'Arpae di Ferrara e Ravenna sull'aria aspirata dopo l'incendio di plastica del petrolchimico, dai quali dipendono le valutazioni su eventuali rischi sanitari e ambientali. Ne ha preso atto il tavolo presieduto dal prefetto Michele Tortora, ieri pomeriggio in corso Ercole d'Este, con i responsabili della ditta interessata Polar srl, il consorzio Ifm, i Vigili del fuoco, l'Arpae, l'Asl e i rappresentanti delle forze dell'ordine e della Polizia municipale. Così dalla riunione è uscito solo un invito alle aziende del petrolchimico di «adottare specifiche cautele nella modalità di stoccaggio dei materiali trattati dagli impianti, secondo le prescrizioni impartite dal comando provinciale dei Vigili del fuoco nell'ambito della normativa anticendio».
In assenza di evidenze su altre cause dell'incendio, infatti, s'ipotizza che il rogo di martedì sia stato causato dall'autocombustione dovuta alla presenza di lastre di polipropilene cromato, in grado di amplificare il calore dei raggi solari. È un’ipotesi che la Polar srl ha messo sul tavolo, ma che è oggettivamente complicata da avvalorare. D’altra parte altre possibili cause dell’incendio non sono state individuate. I Vigili del fuoco però non hanno ancora completato l’istruttoria sull’episodio di martedì 13. Per ora l’innesco dell’incendio rimane un enigma e può darsi che alla fine resti solo l’indizio di colpevolezza a carico delle lastre di polipropilene cromato.
In mancanza di risposte sull’origine dell’incendio, nell’incontro di ieri ci si è consolati con il «buon funzionamento del sistema d'intervento, con la sinergia tra vigili del fuoco e personale Ifm».
«La loro azione tempestiva ed efficace - evidenzia il comunicato diramato dalla Prefettura - ha consentito lo spegnimento dell'incendio in tempi rapidi, ha evitato che il fuoco si propagasse e consentito di limitare la durata della fumosità». La nota rileva che «tempestivo è stato anche l'intervento di Arpae ed Ausl, che hanno operato gli accertamenti di competenza connessi all'esigenza di salvaguardare la salute pubblica e l'ambiente».
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