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Bondisti Carife, primi trenta rimborsi

Bondisti Carife, primi trenta rimborsi

Il Fitd ha già «pratiche liquidabili» a partire dalla prossima settimana. Ma il meccanismo rischia di spaccare le famiglie

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Arrivano i primi risarcimenti per i bondisti Carife azzerati. Ieri il vicedirettore del Fondo interbancario, Salvatore Paterna, ha reso noto che nella prima trance di domande di rimborso in fase di lavorazione, circa 600 in tutto, vi sono «una trentina di pratiche di indennizzo forfettario liquidabili a favore di investitori in obbligazioni subordinate della Cassa di Risparmio di Ferrara». I risarcimenti dovrebbero partire già dalla prossima settimana, anche se ovviamente in maniera scaglionata, quindi non è possibile sapere oggi se i ferraresi saranno tra i primissimi a ricevere la comunicazione del buon esito della loro richiesta; in ogni caso si tratta di una prima trance piuttosto significativa, tenendo conto di quanto emerso in questi giorni. Il Fitd ha infatti spiegato che una parte consistente dei dossier già in lavorazione è incompleta o comunque non conforme alle modalità richieste, quindi va integrata, anche se solo tre domande sono state respinte.

I primi bondisti ferraresi a tagliare il traguardo del risarcimento all’80% fanno parte degli azzerati che hanno preferito fare da se, o con l’aiuto di qualche studio legale, piuttosto che affidarsi alle associazioni. Federconsum, che tutela ormai un migliaio di risparmiatori Carife, ha confermato di non aver ancora inviato una sola domanda di risarcimento, «un po’ tutte le associazioni firmatarie del protocollo con Fitd e banche stanno ancora predisponendo i documenti, poiché solo mercoledì c’è stato a Roma l’incontro tecnico per rispondere a numerose domande uscite dai colloqui con i risparmiatori - spiega Roberto Zapparoli, presidente provinciale Federconsum - Gli aspetti più controversi riguardano le cointestazioni, le separazioni e le eredità. Ci hanno fatto esempi per far capire che ci saranno trattamenti differenti all’interno della stessa famiglia di bondisti». Caso 1: marito e moglie che hanno comprato 100mila euro di bond nel 2007 e poi trasferito il tutto in un dossier cointestato con il figlio, saranno rimborsati; il figlio, invece, è destinato all’arbitrato. Ancor più paradossale il caso 2, di un dossier partito a tre (genitori e figlio), e trasformato in una doppia cointestazione; il rimborso sarà solo al 66%, cioè per i genitori. «Diventa ancor più importante in questo contesto la definizione delle regole dell’arbitrato, visto che i ricorsi non mancheranno» sottolinea Zapparoli.

C’è anche una questione di tempistica, visto che il fondo dovrebbe riuscire a lavorare una settantina di pratiche alla settimana. È il caso di ricordare che se la domanda di rimborso automatico viene respinta, poi non c’è nemmeno la possibilità di ricorrere all’arbitrato.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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