Schiacciati dai debiti Tre strade per ripartire
La Camera di commercio si allea con 35 professionisti per dare sollievo a piccole imprese e famiglie in gravi difficoltà . Ora una legge lo consente
Chi è schiacciato dai debiti spesso non riesce più a rialzarsi e precipita perché nessuno lo aiuta più. E va tutto per aria. Spesso, per la totale insolvibilità e la mancanza di un patrimonio da cui attingere, svanisce anche la possibilità per il creditore di riavere un po’ dei suoi soldi. Ora qualcosa può cambiare. Si è aperta una possibilità per il piccolo imprenditore in grave affanno e anche per il cittadino-consumatore che non riesce più a pagare alla banca le rate di un mutuo nè a onorare il fisco: potranno rinegoziare il debito. Questa procedura è percorribile grazie alla legge n. 3 del 2012, al decreto ministeriale n.202 del 2014 che l’ha resa attuativa e alla Camera di commercio di Ferrara che ha ottenuto del ministero di Grazia e Giustizia l’accreditamento per entrare nella schiera degli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento. La Camera di Ferrara - la quinta in Italia ad essere stata abilitata - avrà al suo fianco 35 avvocati e commercialisti che sono stati selezionati attraverso un’apposita procedura a evidenza pubblica, Saranno questi professionisti di provata esperienza (già nominati dal tribunale come curatori fallimentari, commissari giudiziali, liquidatori) a dare consulenza ai debitori e a consigliare quale strada imboccare per alleggerire il fardello. Le strade sono tre e debbono essere percorse sotto il controllo del Tribunale: 1) formulare una proposta di accordo con i creditori; 2) chiedere la liquidazione del patrimonio; 3) proporre un piano di ristrutturazione dei debiti (quest’ultima opportunità vale solo per il consumatore).
Può accedere a queste nuove procedure chi non è soggetto alle legge fallimentare, cioè chi è “troppo piccolo” per fallire, è il caso di artigiani, commercianti, start up innovative e dei consumatori. Non bisogna essere dei semplici debitori, ma trovarsi in una situazione di sovraindebitamento. Per avviare una delle tre procedure bisogna corredare l’istanza al Tribunale con un versamento di 200 euro.
Le informazioni sulla rinegoziazione dei debiti sono state rese note nella conferenza stampa che si è tenuta ieri alla Camera di commercio, che - come ha detto il direttore Mauro Giannattasio - ha concordato onorari scontati per i professinisti: 25-30% in meno rispetto alle tariffe. «Nella nostra provincia - ha detto il presidente Paolo Govoni - centinaia di piccole imprese e famiglie sono in una condizione di sovraindebitamento, strangolate in a spirale da cui non sembra esserci via di scampo. Insieme alle associazioni delle imprese e dei consumatori ora mettiamo in campo la possibilità di uscire dal tunnel e di ricominciare da capo».
Per il commercialista Federico Saini è «da sottolineare il valore sociale dell’iniziativa, per imprese destinate all’estinzione, alla chiusura si può riaccendere la speranza di ricominciare una nuova vita e di chiudere un periodo buio».
«Ora - ha detto l’avvocato Paolo Pifferi - le imprese non fallibili, non soggette alla legge fallimentare, come ad esempio le imprese agricole, potranno accedere a questa nuova procedura, chiudere posizioni debitorie e ripartire». Il commercialista Aristide Pincelli chiama in causa le banche: «Sarà importante anche il ruolo degli istituti di credito». perché la procedura di salvataggio abbia il via libera serve «infatti il consenso dei soggetti che detengono il 60% del credito e spesso le banche da sole detengono questa percentuale». Anche Giannattasio ha toccato l’argomento: «Che ci guadagnano la banche da un accordo? Le certezza di vedersi restituito almeno una parte del credito».
Pieno sostegno all’iniziativa è venuto da Maria Grazia Zapparoli della Cna e da Rita Cavicchi di Ascom; ma al protocollo aderiscono anche Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confercenti e Unindustria.(m.p.)
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