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«Il sì per cambiare finalmente questo paese»

«Il sì per cambiare finalmente questo paese»

Dibattito del comitato ‘Ferrara laica, liberale e radicale’: dire no significa restare immobili

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Il dibattito sul referendum costituzionale è ormai entrato nel vivo, e seppur nell'incertezza della data in cui si deve votare, partiti e comitati organizzano assemblee in cui spiegare i motivi per votare "sì" o "no". Ieri era la volta del comitato "Sì, per cambiare. Ferrara laica, liberale e radicale", con interventi di Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd, Rita Cinti Luciani, segretaria provinciale del Partito Socialista Italiano,e il radicale Giovanni Negri, ex segretario nazionale. Ha moderato l'incontro Mario Zamorani, di "Sì, per cambiare". Giovanni Negri più che sentir parlare di radicali, preferisce parlare di "Marianna, il partito nuovo che stiamo lanciando. Siamo per il sì alla riforma, di cui apprezziamo l'introduzione del referendum partecipativo, la ricollocazione allo Stato di energia e infrastrutture, la fine del bicameralismo, e una buona impostazione di fondo. Dire "no" significherebbe rimanere immobili». Anche Rita Cinti Luciani spiega che il Psi è per l'approvazione della riforma costituzionale. «Siamo per il sì, perché la riforma offre una prospettiva di cambiamento per il paese. Come partito socialista abbiamo però chiesto una serie di modifiche della legge elettorale come quelle relative al premio di maggioranza, di coalizione e ballottaggio. Quello che è importante ora è un confronto con i cittadini, che non devono confondere il sì o il no con un voto pro o contro Renzi. Il premier ha fatto un errore a personalizzare il referendum, ma ora sta raddrizzando il tiro». Luigi Vitellio (Pd) afferma che «Renzi ha ammesso di avere personalizzato il referendum. Ora è compito delle persone che ci credono far conoscere la portata della riforma, con la quale si supera il bicameralismo perfetto, si ha una riduzione di costi, si elimina il conflitto tra le istituzioni e il Senato acquisisce funzioni diverse, diventa un Senato delle autonomie dove vengono portate le istanze dei territori. Inoltre, riformando il titolo V della Costituzione e la seconda parte si rende più viva la prima parte della Carta». Sul buon impianto delle riforma concorda Mario Zamorani,secondo il quale «l'elemento centrale è la fine del bicameralismo perfetto, e pur nella complessità dell'argomento e anche se non è una riforma perfetta, il nostro gruppo radicale è per il sì».

Veronica Capucci

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