«La mensa costa meno ma il servizio è scaduto»
Protesta la Fp-Cgil dopo l’applicazione del nuovo regolamento al Sant’Anna. Il sindacato: si risparmia 1 euro a pasto ma le nuove condizioni sono inaccettabili
Il costo è calato, ma si è abbassato anche il gradimento del pasto. E a Cona scatta il “chi va là”. A pronunciarlo è Natale Vitali, segretario della Fp-Cgil di Ferrara che ha deciso di sollevare la questione della modifica del prezzo e delle condizioni della mensa dei dipendenti del Sant’Anna. «A partire dal mese di settembre 2016 - scrive Vitali - l'azienda ospedaliera, in virtù delle leggi vigenti in materia, ha rinegoziato il costo del pasto, previsto da leggi e contratti collettivi nazionali di lavoro, per il personale dipendente e per gli altri aventi diritto». La rinegoziazione, prosegue il sindacalista, ha portato ad un calo complessivo del prezzo di circa un euro (da 8,79 a 7,81 €) «in cambio della possibilità per la ditta di ristorazione di poter utilizzare Cona come una delle sedi di cottura per altri soggetti. Si sa che spesso nei bandi di appalto uno degli elementi qualificanti è il punto di cottura entro un raggio di 50 km e tempi di trasporto di 1 ora, ciò consentirà alla ditta di espandersi anche verso la costa e parte della Romagna».
Il nuovo regolamento adottato dall’azienda ospedaliera, però, «presenta delle criticità», sottolinea Vitali, a fronte del calo di circa 1 euro «stiamo assistendo a un peggioramento esagerato delle condizioni precedenti. Le lavoratrici ed i lavoratori ci hanno segnalato situazioni che, a nostro avviso, ledono la dignità di coloro che usufruiscono della mensa. Stoviglie monouso di qualità discutibile e che peraltro non consentono neppure l'erogazione della grammatura prevista nel capitolato, riduzione della possibilità di scelta che passa da 9 opzioni per portata a 3; non possibilità di scelta libera della frutta». Al sindacato, inoltre, è stato «segnalato, da parte di lavoratori dipendenti dell'azienda ospedaliera, che il personale dipendente della ditta di ristorazione (Serenissima) è già stato ridotto ed è preoccupato per il proprio posto di lavoro».
La possibile riduzione dei fruitori a causa delle carenze lamentate «rischia anche di mettere a repentaglio posti di lavoro».
È ingiusto, a questo punto, far «ricadere sulle spalle di chi lavora, da una parte e dall'altra, una contesa che non li riguarda» e per questo motivo la Fp-Cgil chiede l’apertura di un confronto con l’azienda ospedaliera sulla questione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
