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La scomparsa a Firenze sua città adottiva

Si è spento l’ex procuratore Minna

Si è spento l’ex procuratore Minna

Diresse l’ufficio per 3 anni, poi l’allontamento per incompatibilità

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Si è spento giovedì scorso a Firenze, all’età di 75 anni, l’ex procuratore capo Rosario Minna che tutti gli addetti ai lavori di Palazzo di giustizia ricordano per aver gestito per tre anni l’ufficio giudiziario più importante della nostra città. Magistrato di grande esperienza aveva assunto il ruolo di procuratore capo alla fine del 2008, fino al giugno 2011 quando il Csm (consiglio superiore magistratura) ha deciso il suo allontamento per incompatibilità. Per non aver saputo gestire l’ufficio e l’attività con i suoi sostituti creando un clima di tensione che portò addirittura la procura cittadina ad essere sottoposta ad una ispezione del Ministero di giustizia (allora l’ex ministro Alfano) che poi portò di fatto alla decisione di allontanare Minna. Durante la sua lunga carriera, a Firenze, sua città di adozione, aveva indagato su Licio Gelli, terrorismo nero, e su molti casi che hanno animato le cronache nazionali. Per anni era stato giudice istruttore nel tribunale di Firenze, assieme all'allora pm Piero Luigi Vigna lavorando alle inchieste più scottanti: dall'omicidio del giudice Occorsio agli attentati ai treni del 1974, alla cellula terroristica nera della Toscana. Fu uno dei primi magistrati a contrastare il segreto di Stato, indagando su trame nere e sui progeti piduisti di Licio Gelli. Poi come procuratore aggiunto aveva coordinato processi famosi (crac Cecchi Gori e Fiorentina Calcio), quindi l’arrivo a Ferrara e poi la decisione della pensione.

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