Vipere, topi e scarafaggi dal casolare dimenticato
Ro, i residenti in via Nugarazza chiedono interventi: situazione insostenibile L’immobile è di proprietà del demanio e ormai da anni è abbandonato
RO. Villa Beicamina è un gioiello settecentesco. Un autentico pezzo di Paradiso. Fa parte dei luoghi bacchelliani ed una volta si chiamava villa Turbiani. Fu lo stesso Riccardo Bacchelli a rinominarla Beicamina per i numerosi camini alla veneziana. Si accede per uno stretto andito che parte da via Nugarazza. Di fronte alla villa, a due passi dal Paradiso, il Purgatorio. Una casetta, un immobile a bassocomodo, uno spazio verde di dimensioni cospicue davanti ed un pezzo di terra dietro. Abbandonati a loro stessi da cinque anni. C e lo fa notare, e denuncia la situazione come non sostenibile, il custode di Villa Beicamina, Giancarlo Montin, un signore tutto di un pezzo, un passato da sottufficiale della Marina Militare ed un presente (da circa venti anni) da attento e scrupoloso custode della villa, di proprietà di un notaio milanese. Ci mostra il terreno e gli edifici di fronte, la ex Casa del Fascio, di proprietà demaniale. «La situazione è insostenibile- ci dice- nessuno cura il verde, gli edifici sono in condizioni precarie e gli animali abbondano». Molti di questi animali- ci dice Montin-strisciano, e sono catalogati in ordine alfabetico dalla B di bisce alla V di vipere, ma non mancano, alla C, i calabroni ed alla P ( con una denominazione poco scientifica ma efficace ) le pantegane (Rattus Norvegicus, se preferite, e parentele varie). E vicino all'edificio abita una famiglia con due bambini piccoli. «Ho dovuto chiamare diverse volte per eliminare i nidi di calabroni. E non dovrebbe competere a i vicini . E poi guardate: c'erano un orto ed un giardino perfettamente curati. In quell'edificio- ed indica la casetta) c'erano tre unità abitative occupate, poi un inquilino è deceduto e uno è andato in casa di riposo. Il terzo, Giorgio Culatti, era stato muratore, e curava amorevolmente l'area. Mi risulta che il demanio gli abbia offerto di acquistare la casa, che lui si sia detto disponibile e che poi dal demanio ci abbiano ripensato, aumentandogli invece l'affitto. E lui è andato altrove. Per far curare l'area, tagliare l'erba, rendere l'area pulita, ho chiesto varie volte, tramite il precedente sindaco Filippo Parisini, di intervenire a Bologna direttamente al demanio. Qualcosa si è mosso e almeno l'erba, ogni tanto, l'hanno tagliata, sempre su sollecitazione. a fine giugno ho chiesto ancora, tramite la Polizia Locale dell'Unione, un intervento per mantenere in condizioni accettabili una proprietà pubblica. Mi hanno risposto che avrebbero compiuto i passi necessari per la manutenzione. Nulla di fatto, almeno finora. Tempi lunghi? Forse. Ma intanto sono arrivati ed hanno messo dei cartelli che indicano che la proprietà è in vendita. E l'edificio è definito in condizioni pessime. Alla fine si tratta di una perdita di valore di un bene pubblico, di tutti noi».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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