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Profughi, voto segreto sull’assessore

Profughi, voto segreto sull’assessore

L’opposizione vuole aprire una breccia nel Pd con la richiesta di sfiducia per l'assessore. Scontro anche sull’orario del dibattito

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FERRARA. Saranno i profughi a sbrecciare il muro finora compatto della maggioranza che regge il sindaco Tiziano Tagliani? Centro destra e M5s sembrano crederci sul serio, tanto da trasformare il dibattito di lunedì 19 settembre in consiglio comunale sulla sfiducia all’assessore Chiara Sapigni in un potenziale “trappolone”. A caricare la molla a scatto è la richiesta, che sarà presentata domani dai consiglieri a sostegno della mozione firmata da Paolo Spath (Fdi), di voto segreto sulla sfiducia, una procedura praticamente mai utilizzata a Palazzo Municipale in circostanze diverse dalle nomine. «La richiesta è perfettamente legittima, da regolamento comunale, e dev’essere accolta in maniera automatica - riferisce Spath - L’unica incertezza è sulla modalità del voto segreto, la nostra preferenza va all’urna rispetto al voto elettronico. Crediamo proprio che, in questo caso, qualche sorpresa dai banchi della maggioranza arriverà». La bocciatura della mozione non sembra in discussione, in quanto il gruppo Pd da solo ha la maggioranza dei consiglieri, e gli alleati Alberto Bova (Fc) e Leonardo Fiorentini (Si) non hanno mostrato inquietudini sul tema. «Voterò no, l’accoglienza è un dovere civico e pure un volano economico, all’assessore posso solo imputare di non essere andata via subito dall’assemblea di Gaibanella che era strumentalizzata» dice Bova.

Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Gol e M5s sembrano puntare ad un segnale da parte di qualche consigliere scontento del Pd, e in queste ore circolano i nomi di qualche possibile “candidato”. Il nervosismo che accompagna questo passaggio è testimoniato dal battibecco di metà settimana sull’ordine del giorno consiliare ed in particolare sull’orario della discussione della sfiducia. Spath, che ha giocato il ‘jolly’ annuale per mettere in calendario subito il documento, si era sbilanciato sulle 15.30, cioè ad inizio seduta, per poter contare su di un elevato numero di sostenitori sugli spalti, ma dai capigruppo di mercoledì è uscito un Odg con la mozione in coda alle delibere, come da prassi. E nemmeno la richiesta formale di quattro gruppi di opposizione per riproporre l’orario più gradito ha cambiato le cose, «il presidente del Consiglio comunale, Girolamo Calò, dopo essersi accertato che gl i assessori non avevano nulla in contrario a portare in coda le delibere, ha convocato di nuovo i capigruppo e lì il solo Luigi Vitellio (Pd), ha fatto valere il peso del gruppo impedendo ogni modifica» conclude Spath. Dura la replica via Fb di Davide Bertolasi (Pd), «la "prassi" (che in realtà è una delibera della commissione capigruppo votata anche questa all'unanimità) prevede che prima si discutano le delibere e poi mozioni e odg», con tanto di accuse di «superficialità» all’opposizione.

Cosa viene imputato all’assessora ai Servizi sociali? Si parte dalla gestione della vicenda di Gaibanella, sulla quale sono spuntate critiche anche da settori Pd, per tornare indietro fino alla vicenda dell’assegnazione a trattativa diretta a Camelot della gestione profughi, poi revocata a seguito dei rilievi dell’Autorità anticorruzione. La mozione dell’opposizione punta su aspetti specifici, «manifesta incapacità» dice Spath, ma è chiaro che il documento mette sotto accusa l’intera politica del Comune di Ferrara, di gran lunga il più accogliente nei confronti dei richiedenti asilo, anche se proprio dopo la vicenda di Gaibanella (villa affittata per i profughi senza l’assenso del proprietario) è arrivata una stretta con il rifiuti di altri ospiti prima di un riequilibrio territoriale negli arrivi. Il sindaco Tagliani ha difeso l’operato di Sapigni, che è anche responsabile regionale Anci per l’immigrazione: il suo intervento è il più atteso.

Stefano Ciervo

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