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Carradori: stop ai pasti in reparto per i dipendenti

«Mangiare sul luogo dove si presta il servizio, per il dipendente, deve essere un’eccezione legata a esigenze contingenti non un’abitudine – commenta il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano...

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«Mangiare sul luogo dove si presta il servizio, per il dipendente, deve essere un’eccezione legata a esigenze contingenti non un’abitudine – commenta il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori – Per garantire un’equità di trattamento a tutti gli operatori abbiamo disposto che il pasto deve essere consumato in mensa».

Alla querelle sul “comfort” e sulla qualità del servizio ospedaliero, sollevata dai sindacati - in particolare la Cgil e quelli medici, a partire dall’Anaao - si aggiunge un ulteriore dettaglio che potrebbe forse spiegare una parte del malcontento che circola in corsia in questi giorni. «Sono 22mila i pasti consegnati ogni anno ai dipendenti in reparto – precisa Carradori - basta fare un po’ di conti e non è difficile capire che la richiesta non può essere sempre legata a motivi di servizio».

Il caso mensa però comprende anche altri aspetti. «Noi abbiamo spiegato abbondantemente le ragioni per le quali siamo arrivati a rivedere il regolamento – sottolinea il dg – Abbiamo deciso di far rientrare nell’ambito della normativa i costi del servizio. Quelli a carico dell’azienda ospedaliera sono stati riportati ai 7 euro per pasto dai circa 9 versati dall’azienda in passato, anche se l’importo di base è stato poi attualizzato e aggiornato. A carico del dipendente la spesa per pasto è salita da circa 1 € a 1.40 € ma complessivamente il costo/pasto si è ridotto di circa un euro».

Carradori annuncia che su quelle difformità di costo «sono state fatte le opportune segnalazioni, d’intesa col collegio dei revisori», il che potrebbe implicare un interessamento della Corte dei Conti. Sulle altre questioni (posate e piatti di plastica, riduzione della possibilità di scelta per le portate e per la frutta, lamentate dai sindacati) «la direzione ha avviato un periodo di osservazione in mensa da parte di una dietologa oltre a un confronto con il fornitore di servizio e con Prog.Este». (gi.ca.)

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