«Il nostro Islam contro il terrore»
Alla Pandurare un incontro per segnare la distanza dall’Isis
CENTO. «L'Islam deve creare armonia, interazione e pace, non terrore. Per tutti i giuristi islamici, i terroristi sono i cani dell'inferno». Sabato alla Pandurera di Cento, si è tenuta una conferenza per parlare di pace e per chiarire il significato di “Jihad, tra percezione e realtà”; a organizzarla è l’associazione Minhaj-ul-quran, e il referente centese Mahmood Tahir (anche segretario nazionale in Italia del partito politico Pakistan Awami Tehrik). Obiettivo comune, promuovere l'integrazione, il dialogo interreligioso, partendo proprio dalla condanna dell'estremismo e del terrorismo. È intervenuto anche il sindaco Fabrizio Toselli: «È il primo di una serie di incontri che avranno come obiettivo la conoscenza reciproca, percorso indispensabile per l'integrazione, la collaborazione e la convivenza pacifica».
«I terroristi – ha evidenziato Aisha Ali (studente di diritto)- fanno false interpretazione dei versetti del Corano. Anche del termine Jihad, che usano in maniera erronea per radicalizzare i giovani e giustificare le loro attività criminali. Non significa 'guerra santa', ma sforzo estremo per contrastare il male, e non per diffonderlo. Combattere per Allah vuol dire combattere per una giusta causa, non per motivi espansionistici, e non contro i civili. Gli atti criminali che stanno compiendo, non hanno nulla a che vedere con l'Islam. Lo fanno perché non conoscono gli insegnamenti islamici. Solo lo Stato ha potere di dichiarare la Jiahd, quindi nessuna organizzazione può farlo, nemmeno l'Isis che non è né Stato, né Islamico». A dare ancora più valore alle parole di Aisha , l'intervento telefonico del fondatore dell'associazione Muhammad Tahir-ul-Qadri, giurista pakistano, conosciuto come 'ambasciatore della pace' e autore della 'Fatwa contro il terrorismo e gli attentati suicidi' e di libri per spiegare la vera immagine dell'islam. «Secondo le autorità islamiche e il Corano – ha rimarcato Tahir-ul-Qadri - uccidere un essere umano è uccidere tutta l'umanità, è un principio universale che afferma la sacralità della vita umana. Ogni musulmano ha l'obbligo di rispettarlo, così come ogni italiano ha l'obbligo di rispettare la costituzione italiana». In sala, forze dell'ordine, e realtà centesi, i consiglieri Pd Piero Lodi e Marcella Cariani, e l'ambasciatore da Roma Nadeem Riaz. Sul palco, tutti ad affermare la necessità di lottare insieme per la pace e contro il terrorismo, Fausto Tassinari (Cri Cento), Rizwan Salabat (consigliere di Milano), Mohammad Iqbal Mahmood Arshad (Centro culturale di Portomaggiore), Faisal Ali (Ferrara), Asif Raza (Pak Foudration). L eutlime parole sono state del vicesindaco Simone Maccaferri «E' importante conoscere affinché possa esistere un'integrazione fra culture e religioni, all'insegna della pace».(b.b.)
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