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Ex monastero nel degrado Ora si vuole recuperarlo

Ex monastero nel degrado Ora si vuole recuperarlo

Comacchio, la Pro Loco lo ha segnalato al Fai come un luogo del cuore Una raccolta firme per poter ottenere i fondi necessari per il restauro

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COMACCHIO. E' a buon punto la raccolta firme avviata il 31 agosto scorso dalla Pro Loco Città di Comacchio, per far scalare la classifica de “I luoghi del cuore”, segnalati dal Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai), all’ex-monastero di Sant’Agostino. «Il nostro obiettivo, condiviso in occasione della festa di Sant’Agostino svoltasi in piazza Roma il 31 agosto –spiega Roberto Farinelli, presidente della neonata Pro Loco Città di Comacchio -, consiste nel raggiungere qualche migliaio di firme, che andranno a sommarsi a quelle trasmesse online sul sito www.iluoghidelcuore.it in modo tale che il Fai possa ottenere fondi necessari per il recupero del complesso di piazza Roma, da anni in stato di abbandono e degrado». Per incrementare le adesioni, i volontari della Pro Loco saranno presenti con un banchetto in via Edgardo Fogli, durante i prossimi tre fine settimana, dedicati alla sagra dell’anguilla. «E’ necessario far convogliare voti e firme sulla voce ex-monastero di sant’Agostino – sottolinea Farinelli – perché sul sito lo stesso luogo è citato con nomi differenti, da ex-fortezza, a complesso di Piazza Roma.” C’è tempo sino al 30 novembre prossimo, per votare online o per firmare nei banchetti della Pro Loco, nella speranza di far decollare un progetto di recupero e salvaguardia come altri promossi in questi anni dal Fai. L’iniziativa della Pro Loco locale affianca quella promossa a fine 2015 dal Comune, grazie alla candidatura dell’edificio e dell’ampia area verde nella quale insiste, al piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree degradate, emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. I fondi stanziati dal governo ammontano a 75 milioni di euro, mentre quelli previsti per il recupero e la riqualificazione dell’ex-monastero di Sant’Agostino si aggirano intorno agli 8milioni di euro. «Se si riuscisse magari a ripristinare la facciata oppure il campanile – riconosce il presidente della pro Loco – sarebbe già un buon inizio». La struttura è stata chiusa nel 1967, dopo essere stata trasformata nel 1928, da caserma in un scuola pubblica. Sono sopravvissute alle aggressioni del tempo e della vegetazione, una facciata con decori in stucco, visibili dalla strada e parte della torre campanaria. Risulta accessibile solo il giardino di piazza Roma, mentre ciò che resta dell’edificio, che sarebbe stato, nel VII secolo d.C, il più antico monastero benedettino del territorio, è interamente recintato. Saggi archeologici effettuati negli anni ’70 nell’area attestano la pre-esistenza di una struttura altomedievale e anche i reperti rinvenuti (ceramici, pietra ollare e vetro) sono propri di un contesto abitativo risalente ai secoli VII ed VIII d.C. «Grazie ai Luoghi del cuore del Fai – conclude Roberto Farinelli – vogliamo dare maggiore impulso alla candidatura del Comune di Comacchio per recuperare una zona storica di importanza fondamentale. L’intervento andrebbe anche a riqualificare tutto il quartiere di piazza Roma». L’antico monastero, una volta recuperato, secondo la Pro Loco potrebbe diventare un luogo privilegiato per la memoria storica del territorio, un museo o un centro-documentario per convegni, rassegne mostre.

Katia Romagnoli

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