In aumento il numero di vittime negli incidenti contro gli alberi
COMACCHIO. Sono due i morti al di sotto dei 25 anni sulle strade ferraresi nell'ultima settimana, entrambi avvenuti in orario notturno. Non è facile conoscere le cause che hanno portato a questi...
COMACCHIO. Sono due i morti al di sotto dei 25 anni sulle strade ferraresi nell'ultima settimana, entrambi avvenuti in orario notturno.
Non è facile conoscere le cause che hanno portato a questi eventi luttuosi, spesso dovute a colpi di sonno o insufficiente conoscenza dei pericoli che la strada riserva e che il conducente acquisisce appieno dopo anni di esperienza alla guida. I dati relativi agli incidenti stradali contro gli alberi vengono raccolti da Asaps , l'associazione sostenitori amici polizia stradale con sede a Forlì, in quanto Istat e Aci da tempo hanno conglobato nel numero globale anche gli impatti contro ostacoli fissi, quali lampioni, semafori ecc. Da precisare che le statistiche non vengono svolte per scatenare eventuali proteste di tipo ambientalistico, ma semplicemente per segnalare l'elevato numero di morti, che in tutto il 2015 hanno rappresentato il 3,8% della mortalità nazionale su strada, dei quali 18 avvenuti in Emilia Romagna. In questo modo è possibile studiare dove si rende necessario effettuare l'installazione di guard-rail, in modo che questi possano rallentare la corsa assorbendo l'urto dell'auto e opponendo quest'ultimo allo scontro diretto con il fusto dell'albero. Negli ultimi 20 anni in numerosi tratti delle strade provinciali sono state installate numerose barriere protettive, anche se alcuni punti delle stesse strade sono ancora sguarniti. Il primo semestre del 2016, raffrontato a quello del 2015 vede in Italia un aumento del 23, 6 % di incidenti di veicoli contro gli alberi, un 20,4% in più di feriti ed una diminuzione della mortalità del 4%. Sempre da fonte Asaps possiamo osservare anche il numero di morti e feriti al di sotto dei 30 anni, in quelle che erano agli inizi degli anni '90 erano le cosiddette "stragi del sabato sera" e che vedevano nella sola Romagna un numero di morti oltre 20 per ogni week-end. Analizzando tali dati, che comprendono le ore tra le 22 e le 6 delle notti tra il venerdì ed il sabato e tra il sabato e la domenica, possiamo riscontrare un notevole calo di morti negli incidenti che vedono coinvolti veicoli nei quali almeno uno dei conducenti sia al di sotto dei trent'anni. L'Emilia Romagna nei primi sei mesi del 2016 conta infatti 8 incidenti, di cui 3 con esito mortale e tutte e 5 le vittime sono al di sotto dei 30 anni.
«E' triste recarsi alle 5 del mattino a casa da una famiglia che attende il rientro di un figlio e si vede invece arrivare una pattuglia di Polizia» segnala Giordano Biserni, presidente Asaps e proprio una serie infinita di questi eventi ha fatto nascere in un gruppo di appartenenti alla specialità la necessità di fondare l'associazione che si occupa di sicurezza stradale dal 1991. Sull'argomento della triste comunicazione ai famigliari interviene Mauro de Marchi, ferrarese, 58 anni, con un passato da ufficiale di Polizia trascorso tra la Polstrada e il posto di polizia dell'arcispedale Sant' Anna. De Marchi ha approfondito il tema seguendo un percorso di studi che lo ha portato a laurearsi in scienze psicologiche e specializzarsi in psicotraumatologia
«Normalmente il vedersi arrivare a casa personale in divisa, specie in ore notturne e già sinonimo di cattive notizie, spesso con esito mortale» afferma De Marchi, già docente alla facoltà di medicina dell'Ateneo ferrarese.
«Questi passaggi post-tragedia vengono però sottovalutati nel nostro Paese, dove l'aspetto comunicativo sui sinistri mortali viene lasciato al singolo operatore di Polizia, mentre in altri Stati vengono seguiti programmi formativi sull'argomento» conclude De Marchi.
Purtroppo sia le cause degli incidenti, che la comunicazione ai famigliari delle tragedie sono aspetti che se conosciuti potrebbero portare a migliorare la sicurezza stradale: da un lato infatti gli enti locali avrebbero maggiori strumenti per poter intervenire nei punti più a rischio, mentre il trasmettere ai più giovani quanto possa essere triste ricevere in famiglia gravi notizie porterebbe ad una maggiore riflessione durante la guida.
Stefano Balboni
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