Sapigni resta al suo posto Sfiducia respinta: 19 a 10
La strategia di Spath (sua la mozione) “tradita” dai colleghi dell’opposizione Da Morghen accuse di affarismo. Tagliani: ma cosa proponete per l’accoglienza?
«Spath, lei ha presentato una mozione di sfiducia in modo intelligente». Il riconoscimento al consigliere di Fratelli d’Italia che ha presentato la mozione di sfiducia contro l’assessore Chiara Sapigni è venuto dal sindaco Tagliani. Intelligente perché per sparare sulla Sapigni non ha sparato sulle politiche dell’accoglienze, ma ha concentrato il fuoco sui fatti di Gaibanella, su quella turbolenta serata del 3 agosto che è stato un mezzo pastrocchio, se non proprio intero. Spath sapeva che anche con il voto segreto la Sapigni sarebbe rimasta al suo posto, ma per aprire una breccia anche di un solo voto o per togliere argomenti alla maggioranza, aveva ben pianificato il terreno di discussione. Se non ce l’ha fatta è anche a causa di alcuni suoi colleghi di opposizione, che hanno spostato il piano della discussione e offerto un terreno di gioco più favorevole a Tagliani e alla sua maggioranza.
È finita senza franchi tiratori, come da copione. Al momento del voto le opposizioni potevano contare su 10 voti e la maggioranza su 19: il punteggio finale è stato 10 a 19 festeggiato da un applauso del pubblico e da qualche abbraccio alla Sapigni. Questo accadeva alle 19.25.
Due ore prima Spath aveva esordito così: «Questa mozione non è un attacco personale, riconosco la professionalità dell’assessore, la conosco in modo personale e diretto, per 5 anni sono stato a scuola con sua figlia, ho mantenuto buoni rapporti con la famiglia. Non è nemmeno un attacco alla gestione degli immigrati, nè un attacco a Camelot o all’Asp. Questa mozione mette al centro il caso di Gaibanella, dove l’assessore è stata impreparata, inadeguata e inadempiente. Inadeguata perché avrebbe dovuto fermarsi e sospendere l’incontro con i cittadini, anzichè andare avanti. Impreparata perché non conosceva le cose (la villa destinata ai 30 profughi non poteva essere affittata), inadempiente perché non ha fatto le dovute verifiche prima di parlare ai cittadini».
A rovinargli l’impianto sono stati, certo involontariamente, i colleghi dell’opposizione. Ilaria Morghen (M5S) ha definito la Sapigni come quella delle «porte aperte a tutti, poverini», ma non per bontà d’animo, bensì «per favorire la gestione affaristica dei suoi partner in affari di Camelot». Francesco Rendine (Gol) ha detto che era contento di intervenire «perché così posso dire tutto il male che penso della sinistra» per poi infierire sulle politiche dell’accoglienza. Cavicchi (Lega) e Fornasini (Forza Italia), inizialmente sono stati sul pezzo, al momento delle dichiarazioni di voto si sono lasciati andare. Cavicchi: «Se Tagliani e l’arcivescovo vogliono prendersi a casa loro tutti i profughi...». Fornasini: «Basta andare a prendere i profughi sulle coste della Libia».
Luigi Vitellio (Pd) è decisamente sull’altra sponda: «Quando mia figlia mi chiederà “papà tu da che parti stavi quella volta?” gli risponderò che stavo con chi ha cercato di dare una mano o con chi quella mano l’ha negata? E voi, da che parte state?».
Anche Alberto Bova (Ferrara Concreta) ha stangato Fornasini: «Nessuno va a prenderli sulle costa libica, vengono salvati in mezzo al mare per non farli annegare».
Fiorentini (Sinistra Italiana) ha consigliato alla Morghen maggiore cautela: «Spero che rilegga con calma quanto ha affermato - ha detto riferendosi ai “partner in affari” - magari con un avvocato...».
Poi è venuto il turno del sindaco. Per Tagliani l’intelligenza di Spath sta nella furbizia politica di «mettere il dito nella piaga del fenomeno immigratorio» senza - almeno in questa circostanza - mettere sotto tiro le politiche dell’accoglienza, o meglio evitando di affrontare la questione, in modo da infilzare meglio la Sapigni. Invece Tagliani dopo aver liquidato la mozione contro la Sapigni («non si dimetterà certo per non aver fatto una visura che nemmeno era di sua competenza») ha preso di petto proprio l’accoglienza: «Ma quale visura, la vera questione è che il centro-destra sui migranti mette in discussione i governi europei, Qualcuno dice che bisogna metterli nell’umido...Tutti i giorni qualcuno dice che debbo essere cacciato via a calci in culo. Basta con le spacconate. Dovete dire cosa deve fare l’Italia per l’accoglienza e la post accoglienza. Qual è il vostro progetto? Ma dalla battigia a Gaibanella e non viceversa».
E per stare su Gaibanella e dintorni aggiunge: «Io il contratto con la Prefettura l’ho disdettato politicamente prima di Gaibanella perché non è giusto che Ferrara si faccia carico anche dei Comuni che non accolgono. E voi cosa dite? Li devono prendere anche gli altri Comuni o no? Tutti debbono farsi carico». La Sapigni - ha detto Tagliani - si è fatta carico anche per conto di altri, tant’è che i 700 richiedenti asilo sono oggi ospitati in 56 strutture diverse.
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