L’asilo privato chiude «Ma prima hanno incassato le rette»
Gallo. Stupore e disagi per i genitori dei piccoli studenti «Colpo inaspettato, ci avevano dato appuntamento a lunedì»
GALLO. «Come è andata? È andata che io lo scorso venerdì pomeriggio sono andata a prendere mia figlia all’asilo e la responsabile mi ha detto: ci vediamo lunedì mattina. Peccato che lunedì mattina la struttura era chiusa e ci siamo trovati tutti a chiederci che cosa fosse successo». Consuelo Marangoni, davanti alla scuola elementare di Gallo, frazione di Poggio Renatico, aspetta l’uscita della sua figlia più grande. «Non si sapeva nulla, all’asilo Baby Pollicino sembrava tutto tranquillo. Io mi ero trovata così bene in passato che, senza esitare, ho iscritto anche la mia bambina più piccola. Il 5 settembre abbiamo iniziato l’inserimento, abbiamo seguito tutto l’iter e poi questa “bella” sorpresa finale. E come se non bastasse - sottolinea - io giovedì avevo pagato la retta con un bonifico da 550 euro».
C’è stupore tra i genitori di Gallo, molte mamme avevano portato i loro bambini in quella scuola che era sempre stata «il fiore all’occhiello di Gallo». «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) quando l’ho saputo mi è venuta la pelle d’oca - dice Rosalba Biasi - I miei figli ormai sono grandi ma anni fa anche loro avevano frequentato il Pollicino. Mi dispiace tanto perché era sempre funzionato benissimo». Davanti alla struttura nessun segno di incuria o abbandono, tutto sembra ancora perfettamente funzionante. I giochi in ordine, i tavolini e i tricicli allineati. Solo attaccato alla porta di ingresso un cartello con scritto: “Per problemi economici e gestionali non si garantisce più il servizio e l’apertura”.
«Se c’erano problemi economici - prosegue mamma Marangoni - lo sapevano da tempo. Perché non avvisarci? Perché non dirci che le cose non andavano bene? Io sono fortunata perché ho un’amica che attualmente non lavora e mi può tenere la bambina ma, chi non ha questa possibilità? La baby sitter 10 ore al giorno è una spesa che non molti si posso permettere».
Anche altri genitori la pensano nello stesso modo e, in attesa di capire quale posizione prenderà il Comune, si chiedono come affronteranno la situazione. «Senza considerare - afferma Riccardo Paviera - che i bambini non potranno stare insieme, socializzare e divertirsi. Anche questo aspetto, e cioè la divisione forzata, è da tenere in considerazione».
All’interno della struttura sono rimasti indumenti e oggetti dei bambini. I genitori per ritirarli dovranno contattare direttamente i titolari del Baby Pollicino. Ma ora alle mamme e ai papà sorge una domanda: «I soldi spesi per pagare la retta, ci verranno restituiti?».
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