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Delitto di Fossanova, non c'è pace per Raffaela

di Daniele Predieri
Delitto di Fossanova, non c'è pace per Raffaela

Sopravvissuta all'aggressione, è tornata a casa dopo essere stata dimessa dall’ospedale, con l’incubo del proprietario. Che vuole l’affitto non dovuto. Dopo il funerale del compagno ha chiamato la polizia

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FERRARA. Dimessa dall’ospedale dopo aver lottato per la vita per quasi due mesi, Raffaela Pareschi è tornata a casa sua, a Fossanova San Marco, dove ha vissuto con il compagno Roberto Tosi Savonuzzi e dove l’ha visto morire, ammazzato. a due mesi dall’omicidio avrebbe avuto il diritto di trovar pace, in quella casa, anche se colma dei fantasmi della tragedia. Invece da due giorni viene molestata e minacciata, denuncia il suo tutore, l’avvocato Davide Bertasi, dai proprietari dell’immobile, che lei e il compagno avevano avuto in affitto fino al 2020 con un canone congelato - da non pagare -, in virtù degli interventi fatti sulla casa e sanciti da contratti e sentenze giudiziarie (i processi che hanno dato ragione alla coppia Pareschi-Tosi come affittuari).

Non trova pace Raffaela Pareschi perché poche ore dopo le dimissioni del pomeriggio di martedì scorso, 20 settembre, e anche mercoledì 21 appena poco dopo il funerale del compagno Roberto Tosi, ha subìto le molestie di uno dei proprietari: continui scampanellate, telefonate insistenti e intimidazioni per chiederle l’affitto che lei - ribadisce il suo tutore - non deve assolutamente in virtù di una situazione del tutto legale e riconosciuta. E allora? Allora ieri pomeriggio, mercoledì 21, poco dopo le 17, dopo il funerale celebrato in Certosa, alla Sala del commiato, la donna è stata accompagnata dal fratello a casa, a Fossanova San Marco. Qui hanno trovato il proprietario che ha iniziato di nuovo a reclamare quell’affitto non dovuto. Ha tentato anche di entrare in casa dal cancello, quello immortalato dalle cronache dell’omicidio, minacciando di tagliare le gomme all’auto. Il fratello della Pareschi ha chiamato la polizia che è intervenuta per calmare gli animi.  Mentre il tutore, amministratore con obbligo di cura e tutela, si è attivato con il sindaco e i magistrati.

Insomma, una donna dopo aver visto ammazzare il compagno, aver rischiato di morire e che ancora oggi porta in corpo il proiettile che Simone Bertocchi le ha sparato alle spalle, ora deve fare i conti con gli strascichi di questa casa della discordia, movente (presunto) dell’omicidio di Tosi. Tutto allora fa passare in secondo piano: saluti, abbracci, commozione dei tanti amici comuni che al funerale hanno detto addio a Tosi e salutato Raffaela. Lei che con forza ha lottato contro la morte, con poche parole spiega al cronista: «Sto meglio fisicamente, ma...psicologicamente...». Dovrà iniziare a lottare ancora. E’ solo l’inizio, visto ciò che accade in quella casa.

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