Quella super fattura per l’acquisto di gadget
A processo per concussione il finanziere Parpiglia e l’imprenditore Ferrari L’accusa: pagata 48.000 euro una fornitura che ne valeva dodicimila
Per l’accusa il finanziere e l’imprenditore si erano messi d’accordo: il primo, in cambio di indulgenza nelle verifiche fiscali, avrebbe costretto diverse società a entrare in affari con l’imprenditore suo amico, acquistando da lui gadget anche a prezzo tutt’altro che conveniente. Per il codice penale si chiama concussione (sia tentata che riuscita, secondo i tre capi di imputazione) e di questo devono rispondere il colonnello Massimiliano Parpiglia, già comandante del Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ferrara, e Paolo Ferrari, imprenditore ferrarese nel settore parafarmaceutico e dell’abbigliamento. Ieri, all’udienza del processo “bis” scaturito dall’inchiesta Rimini Yacht, a parlare sono stati gli inquirenti, chiamati a testimoniare dal pubblico ministero Alberto Savino. In particolare, a sostegno dell’avvenuta concussione, ieri in aula il mareciallo Pascale delle Fiamme Gialle bolognesi, ha citato una fattura da 48mila euro pagata dalla società Eurocosmesi del gruppo Gualandi all’ItalianLab di Paolo Ferrari: 48.000 euro per l’acquisto di gadget realizzati in Cina che lo stesso Ferrari avrebbe comprato per poco meno di 12mila euro. Un affare, per l’imprenditore ferrarese, che sempre secondo l’accusa sarebbe stato favorito dalle “pressioni” di Parpiglia sull’Eurocosmesi e avrebbe dimostrato la propria gratitudine all’amico finanziere pagandogli un biglietto aereo per un viaggio a Cuba.
Su questo punto la difesa (avvocati Bova e Mazzacuva per Parpiglia e Guerrini per Ferrari) hanno replicato sostenendo che il margine di guadagno per Ferrari va ridotto considerando anche il 20% di spese doganali e che comunque quegli stessi gadget erano stati venduti da Ferrari a 0,5 euro ciascuno a fronte di un prezzo di mercato di due-tre euro. Paolo Gualandi, da parte sua, quando era stato ascoltato a sommarie informazioni aveva detto di ricordare un importo di soli 8000 euro per quella fattura, ed è stato chiamato a testimoniare alla prossima udienza, fissata per il 22 marzo quando saranno ascoltati anche gli imputati. Per le altri parti lese (tra cui compaiono, tra le altre, Coop, Les Copains e il gruppo Coswell) il tribunale ha deciso di acquisire i verbali, nei quali peraltro tutti negano di aver mai ricevuto pressioni da Parpiglia. Dichiarazioni che avevano indotto il pubblico ministero Patrizia Castaldini a chiedere l’archiviazione delle accuse a carico degli imputati. A questa decisione si era opposto il gip che, ritenendo al contrario che gli elementi raccolti da procura e Finanza di Bologna dovessero essere approfonditi in dibattimento, aveva disposto l’imputazione coatta. Il 19 ottobre, infine, sarà incaricato il perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.
Alessandra Mura
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
