«Tutti prosciolti, nessun reato»
Ieri la sentenza a Rovigo per gli Istituti Polesani. Il legale: confermata nostra tesi
«Il fatto non sussiste», non vi fu nessun abuso d’ufficio da parte dei dirigenti degli Istituti Polesani di Ficarolo, che vedono come legale rappresentante, all’epoca della contestazione, il ferrarese Mauro Mantovani. Ieri a Rovigo, alla prima udienza preliminare, il giudice Alessandra Martinelli ha sentenziato che il rapporto tra Istituti Polesani di Ficarolo e l'Ulss 18 non avesse nulla di irregolare. Mentre la procura sosteneva, chiedendo il processo ad 8 indagati, che sarebbero state erogate somme ingenti, in denaro pubblico, alla struttura privata ma convenzionata, senza che ve ne fossero i requisiti. Insomma gli istituti secondo l’accusa avrebbero operato in regime di convenzione con la sanità pubblica, nell'assistenza a pazienti psichiatrici, erogando prestazioni sanitarie per conto dell'Ulss senza averne titoli e altro, ricevendo in cambio una remunerazione economica non dovuta. Ma l’accusa è stata sonoramente smentita vista la decisione del giudice, mentre la settimana scorsa un altro filone di indagine sugli Istituti finirà in tribunale.
Gli indagati erano otto: la persona individuata come all'epoca legale rappresentante degli Istituti polesani di Ficarolo Mauro Mantovani, poi l'allora direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo; quindi quattro tra dirigenti e funzionari della medesima Ulss 18 e due dipendenti della Regione: a loro carico sono formulate, a vario titolo e con differenti posizioni, le ipotesi di reato di abuso d'ufficio ed esercizio abusivo di una professione. Tutto cancellato.
Tanto che l’avvocato Marco Linguerri che assiste Mantovani spiega prima l’iter della decisione giunta dal giudice dopo aver rinviato di diversi mesi l’udienza preliminare per studiare le sottili questioni giuridiche sulla vicenda e ieri «dopo oltre un’ora di camera di consiglio il giudice ha emesso sentenza di non luogo a procedere, nei confronti di tutti gli imputati per tutti i capi di imputazione, perché il fatto non sussiste». Una clamorosa decisione che ha dato piena ragione alla difesa, poichè «Mantovani aveva sempre confidato nella giustizia, con la consapevolezza di aver sempre agito nell'alveo della legalità e per il bene di ospiti ed operatori degli istituti polesani; consapevolezza che ha trovato piena conferma nella sentenza odierna». «Quello che si augura Mantovani - conclude il legale - adesso è che questa assoluzione possa restituire serenità a tutti gli ospiti degli Istituti Polesani, ai loro parenti ed a tutti i dipendenti che, inevitabilmente, hanno molto sofferto l'incertezza di questi mesi. Personalmente posso dire di essere molto soddisfatto di questa decisione»
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