Un precedente nel 2013 all’Unicredit
LONGASTRINO. Era il 19 gennaio 2013, quando una banda di giostrai veneti assaltarono il bancomat dell'Unicredit di Longastrino portando via 36.160 euro. Fu uno dei 17 bancomat o casse continue delle...
LONGASTRINO. Era il 19 gennaio 2013, quando una banda di giostrai veneti assaltarono il bancomat dell'Unicredit di Longastrino portando via 36.160 euro. Fu uno dei 17 bancomat o casse continue delle province di Padova, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna, Udine, Verona e Ferrara che furono depredati da un "commandos"(così lo definirono i carabinieri di Padova) di giostrai. Gli stessi giostrai che, nell'ultimo colpo del 15 marzo 2013, a Pisignano(Ra), nel fuggire verso il Veneto, transitando sulla statale 16, furono inseguiti sul filo dei 200 km/h da diverse pattuglie dei carabinieri e fra queste anche quella di Longastrino. Dopo un inseguimento sulla A13 - compreso uno speronamento ad un'auto della Polstrada -, furono catturati al casello di Padova. Finirono dietro le sbarre: Daniel Rizzetto, 34 anni, i fratelli Erik (il capo) e Goran Malacarne, di 20 e 28 anni (tentarono di fuggire in mezzo al granoturco ma dopo una collutazione furono arrestati). Riuscì invece a fuggire Joi Major, 29 anni imparentato con i due fratelli. Furono poi emessi 11 provvedimenti dei quali 4 misure cautelari in carcere e 7 misure degli obblighi di dimora(per 4 donne e tre uomini) per il reato di "associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con utilizzo di esplosivo ai danni di sportelli bancomat" dal Gip, Gambardella. Un'attività investigativa che portò a scoprire una rete di contatti e di parentele «tutte riconducibili - così riportava la nota dei carabinieri - all'ambito dei giostrai». I proventi furono stimati in 2 milioni di euro.
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