Guerra di carte sul sequestro Mascellani
I 4 milioni congelati: l’accusa deposita documenti, le difese memorie e perizie, Caricento chiede 700mila euro. Ed è rinvio
Il sequestro deciso contro l’ingegner Roberto Mascellani, in agosto, per 4 milioni di euro, diventa una battaglia di carta in tribunale. Ieri all’udienza davanti al Riesame (il ricorso contro il sequestro del gip) i legali dell’ingegnere e della Cassa di Risparmio di Cento hanno prodotto memorie copiose e perizie, e così ha fatto anche l’accusa, rappresentata dal pm Stefano Longhi. A questo punto i giudici hanno aggiornato tutto a giovedì prossimo 29 settembre per permettere alle parti di studiare le carte depositate ieri. L’udienza si è svolta in tribunale, come vuole la prassi, a porte chiuse.
Il professor Filippo Sgubbi che rappresenta l’ingegnere Mascellani ha ribadito la totale estraneità alle accuse che sono alla base del sequestro: «Abbiamo prodotto una memoria e una nostra consulenza tecnica in cui vengono evidenziate le nostre ragioni», spiegava poco prima dell’inizio dell’udienza, ieri mattina. Ragioni per cui è necessario spiegare la vicenda. L’ingegner Mascellani è accusato di bancarotta per distrazione legata alla società Magazzini Darsena (che ha costruito il complesso immobiliare in Darsena e ad oggi vuoto e in degrado): i 4 milioni sequestrati dal giudice Silvia Marini, su richiesta di procura e Finanza, sarebbero stati distratti, con triangolazioni, dalla società poi fallita ed ora ritenuti dall’accusa frutto della distrazione. «Nessuna distrazione e tutte le operazioni finanziarie realizzate sono corrette e legittime» aveva spiegato il legale di Mascellani. Ma nella contesa giudiziaria ora compare una nuova figura processuale: la Cassa di Risparmio di Cento, ieri presente con l’avvocato Claudio Maria Cardarello di Roma. Presente perchè Caricento ha chiesto il dissequestro di una parte dei beni congelati a Mascellani: 700mila euro. «Si tratta - ha spiegato il legale - di titoli dati in pegno alla banca dall’imprenditore, a garanzia dell’apertura di linee di credito: dunque sono impignorabili». Secondo Caricento, quei soldi non sono di Mascellani ma vincolati da un possesso riconducibile alla banca. L’accusa, pm Longhi in aula, ha a sua volta depositato altri documenti e da qui, le difese, non conoscendone il contenuto, hanno chiesto termini per studiarle. Tutti torneranno in aula giovedì prossimo.
Daniele Predieri
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