«I pannoloni? Sono “mini” e anche troppo pochi»
Comacchio, contestata la fornitura dei presìdi. Gli utenti chiedono correttivi Il Tribunale del malato minaccia un esposto. L’Asl: richiamata la ditta
COMACCHIO. «Metto a letto mio marito, ma devo attaccare lo scotch al pannolone, altrimenti non resta chiuso. Il materiale si sbriciola, formando grumi e in più non assorbe bene e bisogna fare ricambi frequenti. Anche la fornitura non è stata sufficiente e ho dovuto andare più di una volta in farmacia ad acquistare pacchi da 8-9 euro l’uno, che non so se mai mi verranno rimborsati». Luisa Cavallari è una donna combattiva, che da anni assiste il marito Giorgio Mangolini, ormai infermo a letto a causa di gravi e concomitanti patologie. Dopo la presa di posizione dei giorni scorsi del Tribunale dei diritti del malato che, attraverso la voce della sua presidente Tiziana Gelli, ha lamentato l’inadeguata fornitura, unita alla scarsa qualità, dei pannoloni distribuiti dall’Asl ai pazienti allettati, la vicenda ha assunto proporzioni più ampie. «In questi giorni abbiamo ricevuto tante altre segnalazioni – ammette Tiziana Gelli -, anche di pazienti residenti a Bologna, che erano venuti a conoscenza dell’articolo e tanti residenti si sono rivolti al nostro ufficio, come ha fatto oggi la signora Luisa».
Con i legali del Tribunale dei diritti del malato Gelli sta raccogliendo tutta la documentazione necessaria per un eventuale esposto da trasmettere all’autorità giudiziaria, dopo aver appreso che la ditta fornitrice, a seguito di un paio di incontri tenutisi nelle ultime due settimane con i vertici dell’Asl, avrebbe, seppur solo in parte, apportato dei correttivi alla fornitura.
«Abbiamo scoperto che la ditta non fornisce neppure altri presidi previsti insieme ai pannoloni – incalza Tiziana Gelli -, come traversine e mutande contenitive. Dopo le prime segnalazioni ha provveduto a distribuire un prodotto per adulti, di taglia più grande, ma in quantità insufficiente».
Sandro Guerra, direttore del dipartimento Cure primarie dell’Asl interviene per specificare che «abbiamo messo la ditta alle strette. I nostri campioni depositati in Regione – sottolinea Guerra – non erano quelli oggetto dei reclami presentati al nostro Urp. Siamo partiti con le verifiche ben prima – prosegue Guerra – che il Tribunale dei diritti del malato, che pure è un organismo di riferimento importante, ricevesse le segnalazioni. Dopo il richiamo la ditta ha aggiornato la qualità del materiale e attendiamo ora anche l’aggiornamento della quantità». Chiara Benvenuti, direttore del distretto Centro-Nord dell’Asl, che ha coordinato i recenti incontri con la ditta fornitrice, conferma che «da agosto sono in corso controlli di qualità con gli utenti che lamentano un numero ridotto di pannoloni o anche impossibilità a contattare la ditta. Prima di rimandare indietro la fornitura, si è ritenuto di dover compiere verifiche».
Katia Romagnoli
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