«Il Bosco per la città? Trecento piante falciate»
Era stato inaugurato nel marzo scorso in via Caretti nell’area Schiaccianoci. Il consigliere Fochi (M5S): è stato raso al suolo il 19 settembre. Perché?
FERRARA. «E' stata avviata questa mattina, giovedì 10 marzo 2016 in via Lanfranco Caretti, l'operazione di piantumazione di circa 300 essenze arboree (aceri campestri, bagolari, crespini, frassini angustifolia, frassini orniello, gelsi bianchi, noccioli, prugnoli, sanguinelli, e tamerici) nell'area di riequilibrio ecologico "Schiaccianoci" a Ferrara». Così veniva presentato su Cronaca Comune, la rivista curata dall’amministratore municipale, il progetto ecologico finito nel mirino, in queste ore, del Movimento 5 Stelle.
«Un bosco per la città. 300 piante falciate», è invece il titolo dell’interpellanza firmata dal consigliere comunale Claudio Fochi, che chiede ragguagli sul destino di quelle piante dopo che «l'area indicata in premesso, dove erano stati piantati 300 alberi, è stata oggetto di sfalcio recente (19 settembre 2016) e figura ora completamente priva degli alberi suddetti, che sono stati falciati con l'ausilio di trattori e apposita attrezzatura per lo sfalcio». Oggi, di quei trecento alberi «non rimangono nemmeno le canne di sostegno delle giovani piante». Il consigliere ricorda che l’iniziativa «rientrava nel Progetto "Un Bosco per la Città" ideato dal prof. Mario Pianesi, ideatore, fondatore e presidente dell'Associazione Nazionale e Internazionale UPM "Un Punto Macrobiotico".
Il progetto consisteva nella messa a dimora su terreni pubblici, individuati dalle amministrazioni coinvolte, di piante autoctone latifoglie, in spazi interni o circostanti gli abitati, per costruire fasce verdi intorno e dentro le città». Iniziativa patrocinata dal Comune di Ferrara, ricorda Fochi, oltre che da Onu, Unesco, Unccd, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del mare, Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Corpo Forestale di Stato e numerosi Consigli Regionali; era stata inoltre elaborata «dall'Associazione “Un Punto Macrobiotico” in sinergia con la Regione Emilia–Romagna» e realizzata «grazie all'azione congiunta della stessa associazione, dell'Ufficio Verde del Comune e dell'Istituto Tecnico per l'Agricoltura "F.lli Navarra" che hanno collaborato per la buona riuscita di tutte le sue fasi (progettazione, realizzazione e monitoraggio)».
Le domande a cui l’amministrazione comunale dovrà rispondere sono cinque.
«Perché le piante oggetto di così accurate progettazioni e sinergie comunali, regionali, nazionali e internazionali sono state falciate? – chiede Fochi – e come è stato possibile che tale pregevole iniziativa ecologico ambientale, che ha visto anche la presenza dell'assessore comunale ai lavori pubblici Aldo Modonesi in occasione della piantumazione iniziale, sia stata completamente vanificata 6 mesi dopo?».
Ma Fochi vuol sapere anche «a chi era stata affidata la gestione del giovane bosco, abbandonato per mesi tra le sterpaglie senza alcuna cura e manutenzione adeguate (pulizia dall'erba e irrigazione) per la buona riuscita dell'impianto». Ultime domande: chi ha eseguito lo sfalcio che ha annullato completamente il progetto di rinaturalizzazione e di chi è la responsabilità dell'affidamento dei lavori di manutenzione del verde nell'area Schiaccianoci? Quale tipo di investimento economico, infine, ha richiesto questo progetto di piantumazione e da dove provenivano le risorse pubbliche impegnate?».
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