Sorpresa e apprensione a Mirabello dopo la notizia
In paese lo conoscono in tanti sia di persona ma anche solamente di nome Ferranti: all’epoca dell’agonismo l’ho seguito anche in trasferta, gli sono legato
MIRABELLO. La notizia dell’incidente in paese arriva all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno che spezza la quiete di Mirabello. Al bar Italia, lungo la strada principale, c’è chi sfoglia il giornale e chi fa una partita a carte. Altri guardano semplicemente la gente passare. Tutti conoscono Samuele Schiavina. Se non tutti personalmente o di vista, quanto meno di nome. Un ciclista che corse da professionista e che, nel corso della sua carriera, arrivò a misurarsi anche con grandi campioni.
«Un incidente? E quando è successo? Non sapevamo niente - dice Tonino Ferranti, uno degli anziani del bar - Lo conosco da sempre, da quando era bambino. Era un bravo “corridore” e spesso l’ho seguito anche durante le sue trasferte ai tempi dell’agonismo. Anche quando aveva smesso di gareggiare ad alti livelli -prosegue l’uomo - Samuele ha continuato a correre in bicicletta. La sua passione non si è fermata», poi si interrompe e distoglie lo sguardo.
«Ma si è fatto male? Spero di no, ci sono molto affezionato». Poi Ferranti, dopo essersi alzato in piede si rimette a sedere al suo posto. «Lo conosco da quando è alto così (segnando un metro da terra con la mano, ndr). Gli voglio bene come un figlio».
L’incidente avvenuto ieri in tarda mattinata a Reno Centese, a cavallo tra le province di Ferrara e Modena, scuote la calma di diverse persone. Schiavina in paese si vede e non si vede. Lavora a Nonantola in un negozio sportivo specializzato dedicato al suo mondo, quello del ciclismo, e quindi a Mirabello c’è e non c’è.
Però i suoi anni nel professionismo sportivo e le otto vittorie che ha conseguito tra il 1994 e il 1999 non sono state dimenticate. Nella via di casa, dove abita con la madre, tutti lo conoscono. I vicini che ancora non sanno dell’accaduto si fermano e chiedono informazioni l’uno all’altra, si scambiano notizie a vicenda. Quel poco che si sa sull’accaduto fa presto il giro della strada.
«È caduto in moto - dicono - lo hanno portato a Bologna». Poi nel giardino di casa sua, al di là della recinzione, c’è la zia.
«So che è stato portato in elicottero al Maggiore di Bologna subito dopo l’incidente. Non so però - afferma la parente - quali siano attualmente le sue condizioni. Là con lui ci sono la sua mamma e mio figlio. Ora (erano circa le 18 di ieri, ndr) è in sala operatoria. Ci auguriamo tutti che vada tutto per il meglio. La mamma è molto agitata e tesa ma questo - dice - penso non sia difficile da immaginare».
Tutto normale anzi. Momenti di apprensione, stupore e agitazione nella comunità mirabellese. «Speriamo che presto - commenta un altro lungo la strada - il nostro Schiavina si rimetta e che vada tutto bene».
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