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Uniti per dire no al razzismo

Uniti per dire no al razzismo

Domani la manifestazione. Gli organizzatori: sarà un’assemblea che cammina

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Un'assemblea che cammina. Questo vuole essere il corteo che ci sarà domani alle 16, con partenza dai giardini della stazione per arrivare in piazza Castello. Un corteo aperto a tutti, con lo scopo di approfondire tematiche legate all'immigrazione, alla convivenza civile,con la consapevolezza che i disagi e pregiudizi esistono e che richiedano una gestione adeguata per essere compresi e affrontati. Lo scopo della manifestazione, che si chiama “Insieme contro il razzismo”, è valorizzare il ruolo di Ferrara come città aperta e accogliente, e soprattutto informare in maniera corretta e seria sulle dinamiche di accoglienza. In testa al corteo ci saranno i giovani, italiani e stranieri, proprio per unire le generazioni contro il razzismo, e soprattutto perché i ragazzi sono il futuro di questa città, e spetta a loro saper cogliere le difficoltà per trasformarle in occasioni. Sarà una manifestazione aperta, pacifica, allegra, sostengono gli organizzatori, per valorizzare il ruolo che ogni cittadino può svolgere per realizzare la società multiculturale, che già esiste, ma spesso si tratta di saperla gestire per affrontare nel modo migliore dubbi e pregiudizi che possono insorgere in chiunque. Una manifestazione che «non vogliamo che sia strumentalizzata», spiegano gli organizzatori. Tutti insieme possiamo gestire la trasformazione della città. Noi rappresentiamo alcune associazioni, ma crediamo che i problemi siano gli stessi per tutti, per cui vanno affrontati tutti insieme" spiega Paolo Marcolini, presidente Arci. Il filo rosso della manifestazione è centrato quindi sulla convivenza tra culture diverse, tema ripreso da Miriam Cariani, Cgil. «La questione dell'accoglienza è centrale, e non esiste un'alternativa. C'è un grande parte della società che vorrebbe affermare diritti e doveri per tutti, che crede sia importante accogliere. In questa manifestazione siamo in tanti, sia come associazioni che come privati cittadini».

Daniele Lugli, del Movimento Non Violento, esprime il desiderio che al corteo ci siano tanti giovani. Spiega infatti che «è loro il compito di trasformare le difficoltà in occasioni. Molto spesso il disagio e la paura si trasformano in odio verso chi è esposto. Essere solidali non vuol dire essere altruisti, ma che abbiamo un problema uguale e come affrontarlo insieme. La Costituzione parla di dovere inderogabile della solidarietà, se questa non c'è va a pezzi la convivenza. Ogni cittadino deve fare la sua parte, altrimenti le istruzioni da sole non ce la fanno.La nostra manifestazione sarà un'assemblea che cammina,che dice delle cose, senza escludere che ci possano essere altri momenti in cui parlare». Robert Elliot, di Cittadini del mondo, originario di New Castle,sostiene che in Inghilterra, dopo la Brexit, zci sono tanti problemi di violenza verso i polacchi, persone che lavorano onestamente. Oggi tocca ai polacchi, domani potrebbe spettare agli italiani. Chi non ha parenti che abitano lì?Con questa manifestazione voglio dimostrare a tutta l'Italia che Ferrara è un città aperta e accogliente». Anche Eleonora Telloli, di Centro Donna Giustizia, ribadisce «la necessità di un rivoluzione culturale. La collettività può dare un contributo. Le forme di razzismo sono tante, ecco perché è giusto parlarne».

Veronica Capucci

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