«Gli dava i soldi per fuggire» L’altra verità su mamma Rosy
Tra le intercettazioni telefoniche ammesse e che saranno trascritte e periziate (30 giorni per il perito) ci sono soprattutto quelle legate alla madre di Patrik Ruszo, Sivakova Ruzena, che lavorava...
Tra le intercettazioni telefoniche ammesse e che saranno trascritte e periziate (30 giorni per il perito) ci sono soprattutto quelle legate alla madre di Patrik Ruszo, Sivakova Ruzena, che lavorava come badante nella casa a fianco a quella di Tartari e che l’inchiesta non ha mai chiarito il suo reale ruolo. Nel chiederne l’ammissione alla Corte, l’avvocato Gallerani si è soffermato proprio su l’’aspetto meno chiaro dell’inchiesta e che sarà sviluppato nel processo: «Queste telefonate ci dicono che Patrik veniva nascosto e mamma e nonna gli davano soldi per fuggire, diverse svolte, lui spendeva soldi nelle macchinette e tornava a Ferrara». Altro aspetto importante che dovrà essere analizzato al processo è una intercettazione ambientale in carcere del primo colloquio tra madre e figlio, dopo l’arresto del giovane. Una intercettazione che fu un flop clamoroso, perchè non venne registrato nulla del colloquio: era troppo alto il rumore di fondo della sala colloqui del carcere. Aspetto che ha mosso anche l’avvocato Bova: «Perchè dopo il primo tentativo non si fosse ripetuto anche nei successivi incontri?».
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