«Ho capito subito che era una cosa grave»
Il racconto dei fratelli della vittima, Marco e Rita. «Pierluigi era abitudinario, forse gli è stato fatale»
«Pierluigi aveva sempre vissuto ad Aguscello. Era una persona tranquilla, riservata, che negli anni aveva mantenuto le stesse amicizie. Teneva molto alla sua privacy, era tranquillo, abitudinario, e forse proprio il fatto di essere “ripetitivo” gli è stato fatale. Era in pensione e gli dicevo sempre, “Prenditi un po’ di vacanza”. Ma lui mi rispondeva: “Sto così bene qui, il condizionatore d’estate e la stufa d’inverno”, e non si muoveva». Ritratto di un uomo tranquillo, che pochi mesi prima della tragedia aveva superato un intervento al cuore e aveva ripreso la sua esistenza fatta di piccole gioie quotidiane. A tracciarlo, davanti ai giudici, è la sorella Rita, chiamata a testimoniare insieme al fratello Marco, entrambi anche parti civili assistiti dall’avvocato Eugenio Gallerani. Dell’esistenza bonaria e semplice di suo fratello Pierluigi, racconta Rita, l’ultima triste immagine che conserva sono i pantaloni e le scarpe che spuntano dal lenzuolo bianco all’obitorio, «l’unica cosa che mi hanno mostrato, per fortuna, per il riconoscimento». Tutti e due, Rita e Marco, hanno ripercorso la concitazione della mattina dell’11 settembre del 2015 quando scoprirono che il fratello era scomparso. Marco, che ha un appartamento sopra la casa del fratello ma si era trasferito un centinaio di metri più avanti dopo aver subìto un furto, era bloccato a letto da qualche giorno per un ginocchio malandato e quella mattina fu avvertito da un amico che a casa di Pierluigi era successo qualcosa di brutto. «Quando sono arrivato ho visto un disordine totale e, soprattutto, una grande chiazza di sangue che mi ha fatto pensare subito al peggio». Tanto più che neanche un mese prima della tragedia «avevamo subìto un altro furto. Tutti e due i nostri garage erano stati forzati, e i ladri avevano portato via una bicicletta smontabile e alcuni attrezzi da lavoro, ma Pierluigi non aveva voluto fare denuncia». Nella casa devastata del fratello, prosegue, i malviventi non avevano trovato la cassaforte, nascosta dietro un calendario, ma erano saliti al piano di sopra, nell’appartamento di Marco, portando via un fucile e una carabina, regolarmente denunciati. «Lì per lì ero così emozionato che non mi sono accorto che avevano portato via anche uno specchio antico, due dipinti e la gigantografia dell’Italia con Gigi Riva. Anche la macchina di Pierluigi era sparita, e ho subito capito che era successo qualcosa di tremendamente grave». (a.m.)
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