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Sanità, il piano assunzioni a regime per Asl e S. Anna

Sanità, il piano assunzioni a regime per Asl e S. Anna

Approvati numerosi atti che avviano le procedure di inserimento del personale Ampliato il turn over, contano anche legge sui turni e manovra su liste d’attesa

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Un’informata di medici, infermieri, operatori dell’assistenza per sostituire buona parte del personale che va in pensione, stabilizzare i precari e aggiungere anche qualche risorsa dove le carenze si sono dimostrate più evidenti.

Si allenta la stretta sul turn over, che per anni - causa i bilanci in perdita delle due aziende sanitarie - ha consentito di rimpiazzare un solo dipendente ogni quattro in uscita dal lavoro. Non si tratta di un ritorno ai numeri del passato, la sanità locale - interessata da estese e capillari modifiche strutturali - ha perso nel giro di pochi anni centinaia di dipendenti. Ma il 2016 potrebbe essere l’anno in cui il processo di assottigliamento subirà un arresto e forse sarà possibile risalire, anche se di poco, la china.

Quest’anno la Regione ha concesso ad Asl e Sant’Anna la facoltà di coprire fino all’80% del turn over, sostituendo quindi almeno quattro dipendenti su cinque avviati verso la quiescenza. Una scelta consentita dal miglioramento generale dei bilanci delle aziende sanitarie regionali e reclamata a gran voce dalle organizzazioni sindacali, che da tempo segnalano i disservizi e il malessere legati alla progressiva riduzione del personale. Nel 2016, però, a questa spinta di fondo si sono aggiunte almeno altre tre condizioni favorevoli. Da una parte l’entrata in vigore, quasi un anno fa, della legge 161 sui turni di lavoro in sanità, che fin dalla sua approvazione - nel 2014 - aveva fatto supporre che l’andata a regime del provvedimento avrebbe reso necessari aggiustamenti nei reparti per rispettare le rigide programmazioni di servizio.

L’intenzione della giunta regionale di confermare l’investimento sulla riduzione delle liste d’attesa e per il recupero della mobilità attiva ha fatto il resto, creando il terreno per poter aumentare il personale in servizio durante gli orari addizionali destinati allo smaltimento di visite ed esami (serali, week end).

Infine, l’ultima novità. La settimana scorsa la Regione ha siglato un accordo con Cgil, Cisl e Uil per inserire nuove unità di personale e migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. Piano assunzioni con il turn over ritoccato, legge 161 e lotta alla lunghezza delle liste d’attesa hanno già proiettato i loro riflessi sulle dotazioni di personale. Il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, durante un incontro recente con il sindacato Anaao ha prospettato la copertura al 100% del personale in uscita (80% con incarichi a tempo indeterminato e 20% a tempo determinato). «Aggiungeremo anche 26 unità recuperando fondi che prima erano impiegati per pagare prestazioni “extra” da parte dei medici. Tutto questo all’interno di una cornice di rigore», conferma Carradori. E Mauro Marabini, dg facente funzioni dell’Asl, annuncia: «A breve inizieremo a parlare con i sindacati dell’accordo ancora fresco con la Regione». Tra i pensionandi ci sono anche 8 direttori ospedalieri molto stimati, da Liboni a Pastore, a Degli Uberti. Nelle prossime settimane Sant’Anna e Università inizieranno a discutere delle sostituzioni ma probabilmente il percorso non si chiuderà in un baleno. Nel frattempo si sommano le delibere che avviano procedure di assunzione a tempo determinato e indeterminato: 1 dirigente medico di medicina d’urgenza, 1 dirigente di direzione medica di presidio, 9 medici di anestesia e rianimazione, 1 unità di ostetricia, 1 medico di pneumologia, 9 infermieri, 2 autisti di ambulanza, 1 dirigente biologo, 8 operatori socio-sanitari, 2 dirigenti psicologi per l’Asl; 1 medico ginecologo, 5 anatomo-patologi, 1 oftalmologo, 1 dirigente biologo di Patologia clinica, 1 anestesista per il Sant’Anna. (gi.ca.)

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