Schiavina in rianimazione dopo l’impatto
Mirabello, familiari e compaesani con il fiato sospeso. Il cugino: presto per dire come andrà, possiamo solo aspettare
MIRABELLO. «Samuele è rimasto in sala operatoria fino a tarda serata, è uscito che erano circa le 23 e poi è stato portato nel reparto di rianimazione. Ancora però non conosciamo la prognosi, i medici non si sono “sbottonati”; è ancora troppo presto per dire come andrà». A parlare è Claudio Branchini, cugino di primo grado di Samuele Schiavina l’ex ciclista professionista di Mirabello che giovedì in tarda mattinata è rimasto vittima di un terribile incidente stradale. Schiavina, ripercorrendo l’accaduto, ha perso il controllo della sua moto (una Ktm 660), è uscito di strada ed è andato a sbattere contro un muretto. Il tutto, si è consumato in pochi secondi a Reno Centese. Immediati i soccorsi. Poi Schiavina, visto le ferite riportate, è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna dove giovedì è stato operato e dove è tuttora ricoverato. Dalle prime indiscrezioni si sarebbe rotto femore e bacino. La notizia ha scosso tutto il suo paese natale, Mirabello, dove risiede ancora oggi a “intermittenza” visto che gestisce “Facebike”, un laboratorio per il ciclismo a Nonantola.
«Subito dopo l’accaduto sono andato con sua madre a Bologna. Siamo tutti provati e preoccupati, aspettiamo di avere notizie; è l’unica cosa che possiamo fare: aspettare. In ospedale - prosegue Branchini - sono stati tutti gentili e delicati, abbiamo avuto a che fare con persone splendide; aspetto da non sottovalutare, particolarmente in questi casi». Schiavina è conosciuto da tutti a Mirabello, in particolare per la sua carriera da professionista che lo ha visto tra il 1994 e il 1999 collezionare ben otto vittorie: una tappa al Giro del Messico, tre tappe alla Vuelta à Burgos, tre tappe alla Vuelta à Galizia, una tappa al Challenge à Mallorca e una tappa al Giro delle Austrie.
A 45 anni non aveva accantonato la passione per il ciclismo e, lavoro a parte, a livello amatoriale ha continuato a correre. L’ultima vittoria risale appena al mese scorso. Inoltre, pare che di recente si fosse avvicinato al moto motard. L’umbro Fred Morini, anch’egli ciclista ex pro, ricorda i giorni accanto a Schiavina. «La cosa più bella che mi ricordo di Samuele - afferma Morini - è il carattere. Educato, gentile, non negava mai un saluto. Al di là del livello sportivo, era dotato di classe. Purtroppo - continua - penso che nel ciclismo professionale abbia ottenuto un po’ meno di quanto si meritasse. E adesso che deve attraversare un percorso tortuoso, gli auguro di saper tirare fuori tutta la grinta che ha dentro; come quando si lanciava in una volata o in uno sprint».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
