«Un rapinatore mi ha puntato il cutter Ma per fortuna non ho perso la calma»
«Non vado mai alla posta, e guarda caso la volta che entro in un ufficio postale vengo presa in ostaggio per una rapina». Trova la forza anche di sdrammatizzare Doriana Ghelfi, una delle tre persone...
«Non vado mai alla posta, e guarda caso la volta che entro in un ufficio postale vengo presa in ostaggio per una rapina». Trova la forza anche di sdrammatizzare Doriana Ghelfi, una delle tre persone utenti che si trovavano all’interno dell’ufficio postale di via Arianuova al momento della rapina.
Dopo aver risposto alle domande degli inquirenti esce dall’ufficio per tornare a casa, ovviamente senza aver fatto alcuna operazione perché l’ufficio è stato subito chiuso per rapina.
«Se ho avuto paura? In principio no, ma già adesso ci sto pensando. La mia fortuna è stata quella di mantenere la calma in un momento non certo facile. Quando ho visto le due persone che sono entrate nell’ufficio postale con il casco e la visiera abbassata, ho intuito che stava accadendo qualcosa di strano e la conferma l’ho avuta quando uno dei due mi ha fatto vedere il coltello che teneva in mano, un po’ ricurvo puntato verso di me all’altezza del ventre. Non c’è stato bisogno di parole, ha inteso subito che io aveva capito le sue intenzioni ed è rimasto fermo. Io avevo già la borsa pronta per proteggermi nel caso volesse colpirmi. Ho sentito poi che ha intimato alla cassiera di stare calma e ho sentito che l’altra cassiera le consigliava di fare altrettanto e di non reagire. Il tutto si è svolto in pochi secondi, direi tra entrata e uscita dei banditi al massimo sarà trascorso un minuto e mezzo. Anche se quei secondi in questi casi sembrano davvero interminabili».
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