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Copparo, alla Berco rischio esuberi: duro monito della Uilm

di Marcello Pulidori
Copparo, alla Berco rischio esuberi: duro monito della Uilm

Il segretario generale Da Lan: «Gli operai non paghino per colpe non loro» Attesa e interrogativi per l’incontro tra azienda e sindacati fissato il 6 ottobre

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COPPARO. Paolo Da Lan, segretario generale della Uilm-Uil Ferrara. Che situazione c’è alla Berco?

«Stiamo facendo numerose riflessioni per capire cosa stia bollendo in pentola, cioè a livello di management».

Si parla nuovamente di rischio esuberi, c’è del vero?

«Ci sono diversi segnali che potrebbero portare a pensare a questo rischio, ma da parte del sindacato nel suo insieme e nelle sue varie sigle c’è la volontà ferma di respingere ogni attacco ai lavoratori e ai loro posti di lavoro».

Si riferisce anche al rinvio del vertice, spostato dall’azienda dal 22 settembre al 6 ottobre?

«Non si può non tenere conto di questo. È chiaro che un rinvio presuppone la necessità di un ulteriore approfondimento in casa Berco a livello di proprietà (la tedesca ThyssenKrupp, ndr). Certo, un sindacalista è anche autorizzato a pensare male».

Cioè, cosa vuol dire pensare male?

«Premettiamo che esiste un problema di crisi non ancora superata in tutto il mercato. Anzi, da questo punto di vista possiamo dire che Berco va meglio rispetto ad alcuni suoi concorrenti».

Finessi leader della Fismic, alcuni giorni fa, ha aspramente criticato le scelte del management dal 2013 ad oggi. Lei come la pensa?

«Sono per certi versi critiche condivisibili. Personalmente ritengo che da quel 2013 (anno in cui dopo la ristrutturazione/cura dimagrante dalla Berco uscirono quasi 500 dipendenti, ndr) i vertici di questa fabbrica hanno avuto tra le mani strumenti che non hanno saputo utilizzare come si doveva. È proprio su questo, e per chiarire punti come questo, che abbiamo chiesto di incontrare i vertici».

Con che “armi” vi presenterete all’incontro?

«Di una cosa possiamo essere abbastanza certi, e cioè del fatto che l’azienda vuole abbassare il costo del lavoro».

Ancora una volta chiedendo un sacrificio ai lavoratori?

«Su questo saremo fermissimi: nessuna manovra della proprietà deve passare sopra i lavoratori, dunque no agli esuberi e no a far pagare agli operai costi che non sono loro».

Cosa vi aspettate, come sindacati, dall’incontro del 6 ottobre?

«Chiarezza, innanzitutto. Si faccia con noi un’analisi seria. Se ci sono problemi interni o esterni, ci venga detto. Se ci sono volontà di tagliare ancora i posti di lavoro, ci venga ugualmente detto. La proprietà deve dirci dove vuole andare. Con due premesse, però: l’azienda sta, comunque, producendo utili. E i lavoratori, ripeto, non devono pagare costi che non derivano da loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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