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Prezzi, ancora problemi con il mais

La Borsa merci di Bologna continua ad ignorare il mais italiano di qualità. Coldiretti Emilia Romagna ha denunciato il mancato riconoscimento delle quotazioni già da tre sedute di borsa: la prima...

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La Borsa merci di Bologna continua ad ignorare il mais italiano di qualità. Coldiretti Emilia Romagna ha denunciato il mancato riconoscimento delle quotazioni già da tre sedute di borsa: la prima volta – ricorda Coldiretti – in quanto non c’era stata quotazione, la seconda volta perché c’era stata la quotazione di 180 euro a tonnellata, inferiore di ben 15 euro rispetto al mais di importazione extracomunitario e, infine, perché il comitato della Borsa merci ha deciso di mantenere il prezzo sostenendo che non ci sono stati scambi commerciali di mais di qualità.

«È chiaro – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che in questo modo i listini della Borsa rischiano di indurre in errore l’agricoltore se questi al momento della vendita non fosse a conoscenza che il suo prezzo di riferimento non sono i 180 euro ma i 195 del mais extracomunitario. Per evitare di essere penalizzati di migliaia di euro, chiediamo ai maiscoltori di difendere il loro diritto di essere remunerati per la qualità del loro prodotto e di chiedere l’applicazione del prezzo del mais extracomunitario. Ciò comporta l’effettuazione delle opportune analisi sulle partite di mais consegnate ai centri di stoccaggio, e la loro determinazione merceologica in base alla effettiva qualità, in primis per l’assenza di micotossine». “Ottenere un mais che rispetti i parametri di qualità - ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli - impone una attenta e oculata gestione agronomica. Si tratta di una coltura importante per la nostra provincia ed è chiaro che su milioni di quintali, un paio di euro in più o in meno, possono fare la differenza nel bilancio di tante aziende agricole. Per questo insistiamo nella valorizzazione della qualità che deve essere riconosciuta agli agricoltori a fronte del loro lavoro ed essere un dato di trasparenza nei listini delle borse». (a.t.)

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