«Accessibilità, Ferrara prima? Ecco perché»
Fausto Bertoncelli (Comune): da tempo monitoriamo i progetti edilizi per migliorarli
Non è facile poter scorgere il nome di Ferrara in cima a qualche classifica, troppo poche quelle nelle quali la provincia e la città estense riescono ad occupare posizioni di vertice. Una è stata da poco pubblicata dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) e riguarda l’accessibilità, cioè la capacità di agevolare l’utilizzo dei servizi della città da parte dei portatori di handicap. Il lodevole piazzamento, 1° posto condiviso con Cremona, Siracusa e Torino, ha suscitato il commento soddisfatto di Fausto Bertoncelli, responsabile dell’Ufficio Benessere Ambienltale del Comune di Ferrara. «Il risultato è il frutto di un lavoro avviato diversi anni fa - spiega Bertoncelli - che ha consentito di dare continuità a un servizio che prima dipendeva dagli incontri con associazioni, consulte e commissioni. Che svolgono un ruolo importante, certo, ma proprio per il modo con cui venivano acquisite le informazioni il servizio rischiava di non essere veramente efficace, perché per poter incidere veramente bisogna agire in modo preventivo». La maggior parte delle pratiche edilizie trattate da Palazzo municipale oggi fanno una sosta nell’ufficio di Bertoncelli. «Qualcuno ancora dimentica questo passaggio, in questi casi proviamo a rimediare strada facendo - prosegue il responsabile dell’Ufficio - Noi esaminiamo i documenti e diamo un parere tecnico mirato proprio sull’accessibilità». Nei giorni scorsi in Comune si è svolta una riunione allargata dedicata proprio a questo tema. L’Ufficio sta seguendo da vicino alcuni progetti di ristrutturazione e insediamento di nuove attività commerciali in centro per eliminare barriere ed errori di progettazione. «In via Canonica è rimasto solo un negozio da adeguare - l’annuncio - se e quando avvierà una ristrutturazione l’intervento includerà anche questo intervento». Un lavoro simile si sta compiendo in via San Romano (sono in visione i progetti di alcuni esercizi commerciali) e in via Saraceno, dove è aperto un lungo cantiere che prevede anche l’adeguamento del marciapiede. «In via Cortevecchia - ricorda Bertoncelli - quando è stata rifatta la pavimentazione il livello della strada è stato modulato tenendo conto delle soglie dei negozi. Manca poco per rendere accessibile al 100% tutte le attività che si affacciano sulla strada». Gli errori più frequenti, rimarca Bertoncelli, oltre agli scalini riguardano i bagni («non è indispensabile farne tre - uomini, donne e disabili - se sono abbastanza spaziosi se possono ricavare anche due») e le rampe («la pendenza può arrivare all’8% massimo e molti progetti la fissano proprio all’8%. In realtà noi consigliamo, se c’è spazio, di non andare oltre il 4-5%. E ci sono sentenze che hanno sanzionato chi ha scelto di collocarsi sul valore massimo dell’intervallo»). (gi.ca.)
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