«È un fenomeno che merita una riflessione»
Palazzi (Uonpia): per ora solo ipotesi. Nel mondo i bimbi autistici raddoppiano ogni 5 anni
«Il dato è interessante, merita una riflessione e anche un approfondimento per capire cosa si muove effettivamente nella società al di sotto dei numeri e delle percentuali». Stefano Palazzi è il direttore dell’ex Smria, oggi Uonpia (Unità operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia-Adolescenza), servizio multidisciplinare dell’Asl nel quale sono rappresentate diverse figure professionali specifiche (dal fisiatra al neuropsichiatra, al logopedista). L’ufficio ha un ruolo centrale nel percorso per il riconoscimento amministrativo della disabilità del bambino e del ragazzo. L’Uonpia è una costola della commissione che convalida la certificazione scolastica rilasciata dal servizio Asl. La commissione include fra i componenti anche i medici legali e coinvolge nella procedura l’Ufficio Inps. Vengono valutati i casi di handicap scolastico per i quali è previsto il sostegno a carico dello Stato, le disabilità che richiedono un intervento aggiuntivo, educativo ed assistenziale, a carico del Comune e le situazioni di invalidità e svantaggio che prevedono la concessione di indennità economiche. Le famiglie possono rivolgersi anche a operatori privati per accedere alle valutazioni specialistiche indispensabili per avviare l’iter e fornire la documentazione che viene poi valutata dalla commissione.
Sull’incremento dei casi di disabilità scolastica che richiedono un intervento integrativo da parte dell’ente locale, fenomeno messo sotto i riflettori dal dirigente dell’Istituzione Scuola, Mauro Vecchi, Palazzi si limita a mettere sul tavolo un paio di ipotesi: «Da una parte il disagio socio-econonomico che è cresciuto nell’ultimo decennio, dall’altra un aumento della sopravvivenza dei neonati che in seguito possono manifestare i segni di malattie invalidanti. Più in generale posso dire che i soldi spesi per i bambini sono soldi spesi bene». Il direttore di Uonpia ricorda, fra l’altro, che l’incidenza di alcune patologie come l’autismo «tende a raddoppiare nel mondo ogni 5-6 anni».
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