Esercitazione a Comacchio per salvare le opere d’arte
COMACCHIO. Molti tra coloro che sabato passeggiavano tra le bancarelle del lungo percorso espositivo della Sagra dell’anguilla sono rimasti colpiti dalle attività frenetiche della protezione civile,...
COMACCHIO. Molti tra coloro che sabato passeggiavano tra le bancarelle del lungo percorso espositivo della Sagra dell’anguilla sono rimasti colpiti dalle attività frenetiche della protezione civile, in corso in un corri corri generale (e frenetico) dentro e fuori il duomo di San Cassiano.
Nessun allarme, niente di preoccupante. E allora perché questo via vai? Si stava semplicemente svolgendo una simulazione in piena regola di recupero tele ed oggetti sacri all’interno di un edificio di culto pericolante. Le divise dell’associazione nazionale di protezione civile “Proteggere Insieme”, tra loro anche quelle della “Trepponti” di Comacchio, si sono rese protagoniste di una intensa giornata formativa, coordinata dal presidente nazionale Roberto Cerrato. «Le tematiche che noi affrontiamo oggi con attività addestrative volte alla tutela, salvaguardia e messa in sicurezza dei beni culturali – ha commentato Cerrato -, rappresentano il futuro della protezione civile specializzata nel patrimonio storico ed artistico. La nostra associazione – ha aggiunto Cerrato – è nata 22 anni fa dopo l’esondazione del fiume Tanaro, che ha devastato Alba». L’addestramento che sabato mattina ha portato a Comacchio volontari di protezione civile da tutta Italia è stato incentrato su attività di recupero e di imballaggio di opere d’arte (tele e sculture), operazioni meticolose che hanno comportato l’impiego di dispositivi di sicurezza personali altamente specialistici.
Questa volta la protezione civile si è messa all’opera con i pennelli e non con le pale. A coordinare il gruppo dei volontari della Trepponti, Cristina Cicognani, che ha recentemente ottenuto ad Alba la qualifica. La squadra tra meno di un mese partirà per effettuare delicati interventi di recupero nella chiesa di San Francesco di Arquata del Tronto e in quella di Sant’Agostino ad Amatrice, devastate dal recente sisma.
Anche il terremoto del 2012 aveva colpito pesantemente le chiese dell’Alto Ferrarese e, anche in quel frangente, squadre specializzate (grazie anche al supporto dei vigili del fuoco) riuscirono a mettere in salvo opere prestigiose che forse, senza di loro, sarebbero andate perdute per sempre. (k.r.)
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