Terramara di Pilastri Il grande fascino dell’archeologia
Le visite agli scavi sul sito dell’Età del Bronzo continuano a richiamare appassionati e studiosi
PILASTRI. Continuano a richiamare tanti appassionati di archeologia e storia del territorio, non solo da Bondeno, gli scavi della terramara di Pilastri. Ultimo in ordine di data l'appuntamento dedicato alla giornata Europea del Patrimonio che ha visto ieri la presenza di un centinaio di persone per la presentazione della nuova campagna di scavi 2016, che avrà lo scopo di condurre studi e ricerche sul villaggio risalente all'Era del Bronzo. Identificata nel 1979 da un appassionato locale, Gianfranco Po, l'area - poi definita grazie allo studio di fotografie aree - è stata oggetto di indagini nel 1989, seguite nel 1995 da una mostra corredata di catalogo e nel 2004 dall’inaugurazione del museo civico archeologico "Guerrino Ferraresi" a Stellata, dove sono tuttora esposti i primi significativi reperti rinvenuti a Pilastri. Il progetto nasce dalla convenzione tra il Comune di Bondeno e la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna. Questa campagna di scavi coinvolgerà, nell’ambito della convenzione, alcune decine di studenti volontari provenienti da tutte le parti d'Italia, oltre a due stranieri, uno spagnolo e una slovacca, che si divideranno in due turni di ricerca, coordinati da esperti impegnati sul campo. «Lo scopo è quello di compiere indagini sempre più approfondite sui reperti che hanno evidenziato tracce di attività sulla lavorazione dell'osso animale e dell'ambra - spiega Simone Bergamini del Gruppo Archeologico di Bondeno - oltre ai resti di una fornace parzialmente esposta e di una seconda struttura pirotecnologica. Con l'apertura di «due nuovi saggi - continua Bergamini - avremo un'idea molto più precisa sulla dimensione complessiva dell'area in cui sorgeva l'insediamento. A oggi, sotto appena un metro di terreno, sono state già scoperte una punta di freccia con osso e frammenti di ceramica decorata, elementi di grandissimo interesse già allo studio dei ricercatori e forse inaspettati sul questo territorio. Lo scavo avrà cura di indagare anche su reperti romani, di epoca più recente, tra cui la strada già emersa nel corso delle precedenti campagne». La curiosità e l'interesse, aggiunge il rappresentante del Gruppo Archeologico di Bondeno, che fa da portavoce anche per conto di tutti gli altri partner indispensabili per il proseguimento del progetto sono aumentati «in modo vertiginoso in questi mesi. Lo dimostra la necessità di porre un limite alle visite guidate che ad oggi hanno già superato le 900 richieste e che sono arrivate da studenti provenienti da più regioni d'Italia». La campagna di scavi si chiuderà il 28 ottobre.
Lauro Casoni
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