Aperto alla Certosa il cantiere post sisma
Ferrara, dopo i ritardi per i ricorsi al Tar ieri i primi lavori, investimento di 2 milioni 510 giorni di tempo per rendere agibile tutto il cimitero, ora chiuso al 20%
FERRARA. Sono 4 anni e 4 mesi che una parte della Certosa, poco meno del 25% del totale della superficie, è inagibile a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto del maggio 2012. Molte tombe da quel giorno sono off limits anche ai parenti, che non hanno potuto in questo lungo tempo nemmeno depositare un fiore sulla tomba dei loro cari.
Finalmente però, da ieri, è stato ufficialmente dato il via libera al cantiere con tecnici e addetti alla ristrutturazione impegnati nel lungo e complesso restauro dei tanti danni che ancora tengono chiuse parti della Certosa.
I costi. Con un intervento di quasi 2 milioni di euro, finanziato quasi in parti uguali dalla regione con fondi per la ricostruzione e con fondi assicurativi, si è riusciti ad avere il parere favorevole della Regione e a procedere all’assegnazione dell’appalto. L’ultimazione dell’opera, basata su un lasso di tempo di 510 giorni, è stata calcolata nel 17 febbraio del 2018.
Le imprese in campo. Cinque le imprese esecutrici che lavoreranno al progetto: dalla “Cesa” di Città di Castello (Perugia), specializzata nella conservazione dei beni culturali, alla “RescazziImpresa” di Ferrara, con interventi anche della “GeoCostruzioni” di Formignana, “Edil Ar.Va.” di Ferrara e “Baruffaldi Roberta” di Casumaro, specializzata nel restauro. Fanno parte di un’Ati (associazione temporanea d’imprese) e lavoreranno in sinergia, ognuna negli specifici campi di competenza per rendere agibile una struttura gravemente lesionata. «Occorrerà intervenire su catene, pareti archi - diceva ieri un responsabile della ditta Rescazzi - un lavoro delicato ma ce la faremo».
Vinto il ricorso al Tar. Il ritardo dell’inizio dei lavori è dato dal fatto che la seconda ditta in graduatoria ha fatto ricorso al Tar per contestare l’assegnazione agli attuali vincitori dell’appalto. Ma due settimane fa il tribunale amministrativo regionale si è espresso a favore dell’operato del Comune di Ferrara, rilevando la corretta assegnazione dell’appalto. Anche in questo caso, come ha ribadito l’assessore ai lavori pubblici e alla ricostruzione post sisma Aldo Modonesi, è stato usato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il piano di lavoro. Il grosso degli interventi, come hanno rilevato nelle loro spiegazioni i principali tecnici del progetto: Luca Capozzi (responsabile del procedimento in fase di progettazione), Natascia Frasson (responsabile del procedimento in fase di esecuzione) e Pietro Pigozzi (direttore dei lavori), riguarda soprattutto i grandi claustri della certosa, i colombai e quelle aree con colonnato ed archi che hanno subito danno ingenti.
Apertura straodinaria. Quest’anno per le giornate della commemorazione dei defunti ci sarà la possibilità dopo tanti anni di poter accedere a quelle zone che sono state chiuse per inagibilità. Si cercherà nel mese di ottobre, hanno spiegato i tecnici, di creare dei passaggi in sicurezza per dare la possibilità al pubblico di accedere a quelle aree off-limits.
La chiesa di San Cristoforo. Non c’è Certosa senza San Cristoforo. Il grande tempio cerosino al momento è solo aperto parzialmente nei week end, ma necessita di interventi urgenti soprattutto alle navate al soffitto. Ricordiamo che nella chiesa rossettiana ci sono autentici capolavori della pittura ferrarese dell’epoca e un coro ligneo recentemente restaurato. Il cantiere inizierà ai primi mesi del 2017 e dovrebbe terminare, dopo un intervento stimato in circa 1 milione e 200mila euro, entro la prima la metà del 2018.
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