Buco da 12 milioni di euro: arriva la sentenza Mazzoni
Dopo quasi 4 anni, fissata la conclusione del processo al 9 gennaio del 2017. Per l’ex promotore finanziario di Banca Mediolanum chiesti 9 anni di carcere
FERRARA. Aspettano da anni che la giustizia italiana risponda ad una delle truffe che nella nostra provincia ha inghiottito patrimoni e risparmi di tantissimi di loro, costituiti parte civile: un buco di 12 milioni di euro quello conteggiato a Raffaele Mazzoni, ex promotore finanziario di Mediolanum, per il quale l’accusa aveva già chiesto 9 anni di carcere. Ieri mattina erano attesi gli ultimi atti del processo, la replica della difesa di Mazzoni, ma proprio un impedimento del suo difensore (l’ultimo, subentrato ad altri due nel corso di inchiesta e processi che Mazzoni ha cambiato) ha fatto slittare tutto al 3 novembre. Il giudice Landolfi, accogliendo la richiesta di rinvio dell’avvocato Alessandra Pisa, ha però bloccato la prescrizione per 60 giorni, dando la possibiltà alla prossima udienza di parlare al difensore e quindi al responsabile civile per conto di Mediolanum.
La sentenza è attesa, finalmente, il prossimo anno, 2017, il 9 gennaio. La truffa è emersa nel febbraio 2013, quando Mazzoni sparì all’improvviso: vennero così in luce, indagine dopo indagine, gli ammanchi, i risparmi che centinaia di ex clienti truffati gli affidarono. 12 milioni di euro che l'ex promotore finanziario Mediolanum, Raffaele Mazzoni, ha fatto sparire, quelli conteggiati da procura e finanza che lo hanno portato a processo. Una somma di 11 milioni 303mila e 865 euro, sparita, sulla quale ora il giudice si dovrà pronunciare a conclusione di un lungo processo. Da anni di Mazzoni non si sa più nulla, mai si è presentato in aula, mettendo nei guai anche Banca Mediolanum, chiamata in causa come responsabile civile (in caso di condanna dovrebbe pagare i danni per il suo ex promotore): banca che ha già indennizato diversi clienti e che si ritiene lei stessa vittima della truffa operata da Mazzoni.
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