Carife, Nicastro apre uno spiraglio
Una lettera ai dipendenti delle quattro New Bank annuncia: siamo vicini al punto di svolta, a breve speriamo di firmare
A quattro giorni dalla dead line fissata per la vendita delle quattro “nuove” banche scaturite dalla risoluzione (Banca Marche, Etruria, CariChieti e Carife) il presidente delle Good Bank, Roberto Nicastro, in una lettera firmata assieme all’amministratore delegato di Carife, Giovanni Capitanio, informa i dipendenti ferraresi dell’istituto di credito (e quelli degli altri tre istituti) che «dopo oltre 10 mesi di duro lavoro, crediamo di essere vicini al punto di svolta tanto atteso». Il testo conferma che «si sta discutendo da inizio agosto su più tavoli negoziali» e annuncia che «a breve speriamo di formare uno o più accordi che oltre a soddisfare i vincoli europei, garantiscano cessioni nel segno della continuità e che tengano il più possibile conto della peculiarità di ciascuna banca, degli interessi dei territori che rappresentano e delle risorse che vi lavorano». I due manager confermano inoltre di aver ottenuto una sorta di via libera “tecnico” dalla commissaria Ue Margrethe Vestager per poter proseguire «le trattative in corso oltre il 30 settembre» e annunciano di «aver avviato un ulteriore cessione di crediti problematici». L’impegno è di garantire «un passaggio di consegne il più rapido possibile». Un comunicato che sembra aprire uno spiraglio, ora, anche per Carife, dopo le voci di una ipotetica vendita spezzatino circolate sulla stampa nazionale, anche se subordinate ad altri ipotetici scenari (vendita di quattro banche in blocco, cessione della sola Carife, intervento del Fondo interbancario). Tra gli osservatori prevale una lettura sdoppiata dell’annuncio: da una parte, si commenta, potrebbe essersi aperto un pertugio per accantonare definitivamente l’ipotesi di una cessione per pezzi, dall’altro si posa l’accento sull’esigenza di rassicurare dipendenti e clienti dei quattro istituti in un momento cruciale della trattativa. L’intento sarebbe di evitare il diffondersi di ulteriori incertezze e timori nel mercato, comprese le esplosioni di rabbia (la manifestazione di domenica a Laterina). Fibrillazioni legate anche alle valutazioni che individuano nell’eccesso di dipendenti, nella presenza di nuove sofferenze e nella ventilata richiesta ai compratori di ristorare tramite warrant gli azionisti azzerati (viceministro Morando a Ferrara, aprile 2016) alcune delle difficoltà per chiudere le trattative. Ancora ieri da Jesi veniva rilanciata la notizia che Ubi è interessata all’acquisto di Banca Marche e forse di altre due.
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