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Daspo a diciotto ultrà del Vicenza

Daspo a diciotto ultrà del Vicenza

Si erano finti spallini per comprare i biglietti aggirando la normativa, sanzione fino a cinque anni con obbligo di firma

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Si sono beccati un Daspo senza neppure mettere piede allo stadio. Diciotto tifosi del Vicenza dovranno stare lontani da manifestazioni sportive per periodi compresi tra cinque anni e dodici mesi per aver cercato di aggirare la normativa sulla tessera del tifoso fornendo dati menzogneri online.

È probabilmente la prima volta in Italia, spiegavano ieri il dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Ferrara, Mario Barbato, e il dirigente della Digos Pietro Scroccarello, che il Daspo viene applicato “a monte”, per contrastare una tipologia di raggiro che a sua volta si è “evoluta” per tener testa a regole più ferree per l’ingresso agli stadi.

Pochi giorni prima della partita fra Spal e Vicenza del 4 settembre scorso al “Mazza”, i controlli a campione degli acquisti dei biglietti online avevano registrato un’anomalia. «Con la collaborazione della società di ticketing Webland2000 - ha spiegato il dirigente Barbato - ci siamo accorti che 18 biglietti per la Curva Ovest (settore dei tifosi spallini) erano stati acquistati da persone che risultavano residenti all’estero». Verifiche più approfondite hanno permesso di scoprire che, in realtà, quei presunti supporter biancazzurri “stranieri” erano in realtà ultrà vicentini residenti in Veneto. All’origine dell’escamotage, la volontà di aggirare l’odiata tessera del tifoso, da sempre osteggiata dai gruppi ultrà. La regola infatti prevede (vedi articolo a fondopagina) che i residenti nella Regione di riferimento di una squadra ospite possano assistere alla trasferta solo in possesso della tessera del tifoso. Un sistema che favorisce quindi la “tracciabilità” dei supporter ospiti, e che i gruppi ultrà considerano limitante oltre che inutile poiché i tifosi considerati a rischio sono già inclusi in apposite black list.

L’unico modo per seguire la propria squadra in trasferta senza tessera del tifoso, allora, è mentire sul proprio luogo di residenza. Ed è quello che hanno fatto i 18 vicentini. Uno di loro, utilizzando la carta di credito messa a disposizione da un altro ultrà, ha dunque comprato i diciotto biglietti per tutti, indicando i nominativi corretti ma residenze fasulle, addirittura all’estero. Ma la procedura ingannevole online è stata intercettata dai controlli e la transazione d’acquisto è stata bloccata, vanificando così sul nascere la trasferta dei vicentini. Se non fosse stato scoperto dalla polizia di Stato, il gruppo di tifosi si sarebbe presentato all’ingresso del Mazza per mettere i responsabili del settore Curva Ovest di fronte al fatto compiuto: «Biglietti alla mano, il passo successivo sarebbe stato quello di esercitare pressioni e minacce sugli steward - proseguono Barbato e Scroccarello - per ottenere il risultato sperato: entrare nel settore ospiti senza avere la tessera del tifoso. Se infatti gli steward, controllando le carte di identità, sono in grado di accorgersi che il possessore del biglietto per la Curva Ovest non è un tifoso spallino, di fronte a un gruppo numeroso in possesso di biglietti sbagliati è facile che il responsabile dell’ordine pubblico decida, vista la più che concreta possibilità di vedere compromessa la sicurezza, di farli entrare nella Curva Ospiti».

Proprio ieri i Daspo sono stati notificati ai 18 ultrà vicentini: per 7 di loro, recidivi, la durata del divieto è stata fissata in 5 anni, con obbligo di firma; la “pena” per chi ha comprato i biglietti per tutti è di 3 anni, mentre dovrà stare lontano dalle manifestazioni sportive per due anni chi ha messo a disposizione la carta di credito. Per i restanti 9, tutti al primo Daspo, il divieto è di un anno. «Questo - ha concluso Barbato - vuole essere un segnale forte per la sicurezza negli stadi e contro chi vuole aggirare le regole». Da registrare inoltre che l’età media del gruppo è tutt’altro che giovanissima: si tratta di ultrà maturi, da tempo entrati nell’età adulta.

Alessandra Mura

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