Fim, Fiom e Uilm: «L’accordo del 2013 aiutò i lavoratori»
COPPARO. In riferimento a quanto dichiarato dal segretario del sindacato Fismic, Alberto Finessi, in una intervista rilasciata il 23 settembre alla Nuova, le Rsu di Fim, Fiom e Uilm sono concordi...
COPPARO. In riferimento a quanto dichiarato dal segretario del sindacato Fismic, Alberto Finessi, in una intervista rilasciata il 23 settembre alla Nuova, le Rsu di Fim, Fiom e Uilm sono concordi nel ribadire la netta contrarietà rispetto a quelle dichiarazioni: «L'accordo dell'8 agosto 2013 tra la Berco e i sindacati arrivò - si legge in una nota delle tre sigle di categoria - dopo una lunga e dolorosa lotta dei lavoratori di Berco. Grazie a quell'accordo non ci fu nessun licenziamento forzoso, nessun lavoratore di Berco si trovò in mezzo ad una strada. Ci fu - prosegue la nota - l'uscita volontaria incentivata economicamente di 328 lavoratori, a fronte dei 417 licenziamenti che Berco chiedeva nello stabilimento di Copparo. Le Rsu Berco di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil unitamente alle rispettive segreterie, sono firmatari di quell'accordo, eravamo e ne siamo tuttora consapevoli del significato di quell'accordo. Riteniamo - si conclude la nota - sia stata una buona mediazione e un buonissimo accordo dal punto di vista sociale. Siamo preoccupati e allibiti nel leggere che un sindacalista firmatario di quell'accordo che a quel tempo era il segretario dell'Ugl (lo stesso Alberto Finessi, ndr) lo definisca un errore di Berco, ci chiediamo allora perché l'abbia firmato. Le Rsu di Fim, Fiom, Uilm ritengono che le responsabilità della nuova "crisi" di Berco, che tanto ci preoccupa, e che dovrebbe preoccupare anche tutto il tessuto sociale e politico locale e non, non sia da imputare a quell'accordo».
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