«La Costituzione non si cambia senza coinvolgere tutti»
Maurizio Chiarini: le ragioni del centrosinistra per il No Il 29 settembre al Ridotto incontro con Massimo D’Alema
Maurizio Chiarini è andato in pensione per modo di dire. In questi due anni da quando ha lasciato l'incarico di amministratore delegato di Hera, oltre a coltivare le sue passioni (auto possibilmente anche d'epoca e moto), si è ritagliato il ruolo di vice presidente dell'Autodromo di Imola, e adesso si è messo a correre anche per il referendum istituzionale.
È il portavoce del Comitato del centro sinistra per il No che si è costituito a Ferrara e che insieme a Unità riformista ha organizzato l'incontro con Massimo D'Alema il 29 settembre al Ridotto del Teatro Comunale, dove alle 18 sarà intervistato da Alessandro De Angelis di Huffington Post.
Cosa non le piace di questa riforma?
Intanto per il 95 per cento degli italiani non è una priorità, in cima alle preoccupazioni ci sono il lavoro e l'economia. Ma quando metti mano alla Costituzione e, aggiungo, alla riforma elettorale, assi portanti di una democrazia, dovresti farlo coinvolgendo tutti i giocatori. È stato fatto l'esatto contrario. Già questo è un vulnus irreparabile. Tutto origina dalla elezioni europee del 2013 con il Partito Democratico oltre il 40 per cento, Renzi su quel risultato ha cercato di costruire una Repubblica di tipo presidenziale molto lontana dai modelli di democrazia europei e dall'idea di Stato che appartiene alla sinistra italiana.
Diciamo che Renzi pensava di aver in mano l'Italia e che Bersani e compagnia temevano di non contare più nulla. Il risultato è questo conflitto permanente dentro il Pd.
Alla base c'è però la rottamazione, “via tutti quelli che c'erano prima di me che adesso ci penso io”. Ma dopo le europee Renzi ha perso tutte le elezioni e l'economia è ferma, andiamo più piano del resto dell'Europa nonostante gli 80 euro, il jobs act e l'assurda cancellazione dell'Imu, uno spreco di risorse specie per un Paese indebitato come l'Italia.
Se vince il no cosa succede?
Niente.
Come niente?
Non ci sarà la fine del mondo.
Ci sarà un forte ridimensionamento politico di Renzi, con quali conseguenze?
Si riaprirà un vero confronto, si farà un congresso e magari Renzi vincerà di nuovo.
Cosa che lei non si augura.
Ho grande stima di Roberto Speranza, può essere una valida alternativa, è anche giovane, non è uno da rottamare come il mio amico Bersani.
Perché si è impegnato personalmente per il no?
In Unità riformista tanti sono per il no, non pochi sono indecisi e qualcuno voterà Si. Io sono andato a Roma a sentire D'Alema, è stato convincente e anche divertente, così abbiamo pensato di portarlo anche a Ferrrara. Il Comitato per il No, che fa riferimento a quello nazionale presieduto da Guido Calvi, ha natura prevalentemente organizzativa. A nominarmi portavoce sono stati Sergio Caselli, Paolo Mazzoni, Egidio Checcoli e Loredano Ferrari.
Il giorno dopo il referendum cosa farà Chiarini?
Torna a occuparsi di auto e moto.
Marcello Pradarelli
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