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Un monastero certosino voluto da Borso d’Este nel XV secolo

L’ispiratore del complesso monastico certosino, edificato a partire dalla seconda metà del XV secolo, è Borso d’Este diventato poi il primo duca di Ferrara. L’area in cui si colloca è a nord della...

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L’ispiratore del complesso monastico certosino, edificato a partire dalla seconda metà del XV secolo, è Borso d’Este diventato poi il primo duca di Ferrara. L’area in cui si colloca è a nord della città, fuori dal perimetro medioevale, vicino alla collina della Montagnola e al Barchetto. Borso, alla presenza del vescovo di Ferrara, Francesco de Lignamine, pone la prima pietra del monastero nel 1452. Ci sono voluti 9 anni per realizzare il complesso certosino, su disegno e sotto la direzione di Pietrobono Brasavola e Pietro Benvenuti dagli Ordini. Per la fase conclusiva dei lavori, sono ricordati dallo storico Francesco Scafuri in un testo pubblicato per la Ferrariae Decus, anche Rigone e Sante da Nuvolino. Il 24 giugno 1461 i certosini prendono possesso del monastero e iniziano al loro attività Il complesso comprende anche la chiesa di San Cristoforo, che porta la data di costruzione 1498, dove c’è la mano di Biagio Rossetti, il grande architetto, ai tempi di Ercole I d’Este. Nel 1570 un disastroso terremoto colpisce la città di Ferrara e danneggia notevolmente anche gli edifici della Certosa, tra cui la chiesa che verrà riaperta solo qualche anno dopo. Nel 1796, con una legge napoleonica, si dispone la soppressione degli ordini religiosi e si arriva dopo qualche anno, con il ripristino della Repubblica Cisalpina, alla chiusura del monastero nel 1801. Il 3 gennaio 1813 il complesso è ufficialmente aperto come cimitero pubblico. Nel 1962 vengono completati i lavori del Grande Claustro del cimitero.

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